Juve ai quarti di Europa League, Friburgo espugnata (0-2)

Bastano un rigore di Vlahovic e uno squillo di Chiesa nel finale. Vecchia Signora in superiorità numerica per un tempo, ma che fatica

Juve ai quarti di Europa League, Friburgo espugnata (0-2)

La Juve che conquista i quarti di finale di Europa League espugnando il campo del Friburgo - successo grazie ad un penalty pure calciato male dal redivivo a metà Dusan Vlahovic e assolo di Chiesa - non luccica per niente e, anzi, contribuisce per larghi tratti a rendere soporifera la contesa. Faticano addirittura, i bianconeri, a gestire un intero tempo in superiorità numerica. Segnali di indolenza che fanno inferocire Allegri, anche se il gioco langue per l'ennesima volta. E questo è un fattore molto meno imputabile alla mancata effervescenza dei suoi.

La partita

Allegri riparte dallo striminzito 1-0 dell'andata e schiera un attacco pesante, mettendo Dusan Vlahovic accanto a Moise Kean, mentre vanno soltanto in panchina Chiesa e Di Maria. Dietro Gatti prende il posto di Alex Sandro nella difesa a tre, mentre in mezzo ci si affida alla forma scintillante di Rabiot. Sorpresa Friburgo: non schiera il bomber Grifo e sceglie un modulo insolito, con una difesa a cinque, due uomini in mezzo e tre punte. Comandano subito i bianconeri, ma la gara fatica a stapparsi. I primi '20 sono letteralmente soporiferi, con le squadre bloccate, che veleggiano sotto ritmo.

La prima sferzata si materializza solo alla mezz'ora, quando la Vecchia signora andrebbe in vantaggio, non fosse che l'arbitro annulla tutto per un offside: Kostic aveva messo in mezzo per un impetuoso colpo di testa di Bremer, palla che si stampa sulla traversa e Vlahovic che la rispedisce dentro, ma è tutto vano. Il serbo schiuma per incidere. E a vederlo stasera, il giudizio resta sospeso. Fatica maledettamente a tenere un pallone su, ma la squadra lo serve sempre e soltanto spalle alla porta.

Il crescendo bianconero però è evidente. Le uniche sortite del Friburgo portano il marchio del vaporoso Doan, sfaldandosi all'altezza della trequarti. Squillo di Kean sul tramonto del primo tempo: servito in profondità lascia partire un diagonale murato da Flekken. L'anticamera del vantaggio. Sponda illuminante di Fagioli per Gatti quando scocca il '44, il difensore conclude e Gulde para con un braccio. Rigore tutta la vita e doppio giallo. Juve in superiorità numerica e con un penalty, che il redivivo Dusan trasforma calciandolo terribilmente - fiacco e centrale - ma la buona sorte stavolta è dalla sua. Allegri al riposo con la qualificazione praticamente in cassaforte.

Nervoso Vlahovic in apertura di secondo tempo. Giallo in mezzo al campo per fallo di reazione. Pur ridotto in dieci, il Friburgo ha un sussulto d'orgoglio: fenomenale Szczesny intorno al '60, quando compie un prodigio su conclusione ravvicinata di Gregoritish. Dentro Grifo, poco dopo, per tentare di alimentare le residue velleità tedesche. Dentro anche Chiesa per uno spento Vlahovic al '70, così come Kostic, che lascia spazio a Iling Junior, esausto dopo una partita veemente. Nel frattempo il Friburgo prosegue a disimpegnarsi dignitosamente, malgrado l'inferiorità numerica. Juve che si limita ad assistere, gestire e, se del caso, ripartire con contropiedi rapidi.

Pigra e incapace, la Juve, di mettere a reddito l'uomo in più nel finale. L'eccesso di confidenza dei bianconeri genera qualche rischio, anche se i tentativi tedeschi non si risolvono in trame offensive trascendentali. Furente Allegri per la cattiva gestione degli ultimi scampoli, così come dell'intero secondo tempo. Lampo di Kean a cinque dal novantesimo: si avvita di scatto e conclude a lato di mezzo metro. Nel finale ci pensa Chiesa, almeno lui, a rendere più sapida la prestazione bianconera. Prima stampa un pallone sulla traversa con il contributo di Flekker, poi si libera in area e la piazza con un colpo da biliardo, rubando il tempo a tutti.

La sensazione è che, al netto di qualsiasi sorteggio riservi l'urna, al prossimo turno servirà molto di più.

FRIBURGO: Flekken; Sildillia, Ginter, Gulde; Kubler, Eggestein ('46 Schmidt), Hofler, Gunter; Doan (' 62 Sallai); Holer ('62 Grifo), Gregoritsch. All: Streich

JUVENTUS: Szczesny; Danilo, Bremer, Gatti; Cuadrado ('84 De Sciglio), Fagioli, Locatelli ('84 Barrenechea), Rabiot, Kostic ('70 Iling Junior); Vlahovic ('70 Chiesa), Kean ('90 Soulè). All: Allegri

ARBITRO: Gozubuyuk

AMMONITI: Vlahovic, Iling Jr, Sallai

ESPULSI: Gulde,

RETI: 45' Vlahovic, '95 Chiesa

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