"Ormai sei una donna occidentale". E lo straniero picchia e violenta la moglie

Un 39enne nordafricano è finito a processo per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della moglie. L'uomo non gradiva la condotta di vita della consorte, che giudicava lontana dai precetti del Corano, e l'avrebbe aggredita più volte

"Ormai sei una donna occidentale". E lo straniero picchia e violenta la moglie
00:00 00:00

Non accettava la condotta di vita della consorte, che riteneva a quanto pare troppo lontana dai precetti del Corano e ormai "troppo occidentale" per i suoi parametri. Per queste ragioni l'avrebbe più volte minacciata, aggredita e violentata. Protagonista della vicenda che arriva da Piacenza è un uomo di 39 anni originario del Marocco, che si trova attualmente in carcere a Forlì per un'altra causa e che dovrà rispondere delle accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Il trentanovenne è comparso nelle scorse ore davanti al giudice, con la prossima udienza prevista per novembre. I fatti in questione si sarebbero snodati lungo arco temporale piuttosto ampio che va dal 2014 al 2021. Nel corso del quale, secondo l'accusa, il cittadino nordafricano avrebbe sistematicamente vessato la moglie.

Sulla base di quanto riportato dalla stampa piacentina, allo straniero non andava giù il fatto che la moglie lavorasse in una ditta di pulizie: avrebbe voluto che rimanesse a casa a badare alla figlia. Il suo atteggiamento, a suo dire poco consono per una donna musulmana, era spesso causa di accese discussioni. Il magrebino si sarebbe inoltre mostrato possessivo ed estremamente geloso nei suoi confronti, vietandole ad esempio di indossare gonne. In alcune occasioni l'avrebbe a quanto risulta costretta ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà, insultandola e aggredendola. Un incubo andato avanti per oltre un lustro, per una famiglia che era comunque seguita da un decennio dai servizi sociali del comune emiliano: la donna ha dichiarato agli inquirenti di aver più volte pensato di andarsene e di lasciare il coniuge, ma a frenarla è stata la volontà di non privare le due figlie di una figura paterna.

Fino a quando, un giorno di ormai due anni fa, lo straniero (che già si trovava ai domiciliari) finì in manette: in quell'occasione avrebbe telefonato tredici volte alla moglie, in visita dalla sorella. E una volta rientrata a casa, avrebbe iniziato ad inveire contro di lei, prendendola a male parole anche davanti alle figlie. La proverbiale goccia che fece traboccare il vaso, con tutta probabilità: la donna allertò i carabinieri e il marito non si calmò nemmeno davanti ai militari dell'Arma, dandole della prostituta in loro presenza.

Nel corso della prima udienza, sono stati chiamati a testimoniare anche un assistente sociale che seguiva il nucleo familiare ed una collega di lavoro della presunta vittima: secondo le testimonianze, l'uomo tornava spesso a casa ubriaco. E la moglie avrebbe confidato in almeno un caso ai servizi sociali di esser stata più volte violentata.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica