Uccise un ladro, tabaccaio a processo. "Io rischio il carcere, loro sono liberi"

I fatti risalgono al 2019. Franco Iachi Bonvin sparò dal suo balcone ai malviventi che stavano rubando nella sua tabaccheria di Pavone Canavese (Torino), uccidendone uno. Lo sfogo: "Io rischio il carcere, mentre quelli restano liberi"

Uccise un ladro, tabaccaio a processo. "Io rischio il carcere, loro sono liberi"
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Sarà processato per omicidio volontario il tabaccaio di Pavone Canavese (Torino), Franco Iachi Bonvin, che sparò a tre ladri che stavano rubando nel suo negozio e ne uccise uno. Per l'accusa non si trattò di legittima difesa, ma di volontà di farsi giustizia da solo. "Io rischio il carcere, mentre quelli restano liberi. A 71 anni, dopo una vita di lavoro e di sacrifici, mi siederò davanti ai giudici per un reato grave di cui non mi ritengo responsabile", si sfoga l'uomo in un'intervista al quotidiano La Stampa.

Il furto nella tabaccheria

L'episodio risale alla notte tra il 6 e il 7 giugno del 2019 a Pavone Canavese. I banditi, tutti di nazionalità moldava, si intrufolano nel bar/tabaccheria gestito dal signor Bonvin. Dapprima forzano la serranda del negozio con un piede di porco, poi trascinano all'esterno del locale la macchinetta cambiamonete. Il tabaccaio, che abita al piano di sopra, viene svegliato dal suono dell'allarme. A quel punto va sul balcone e vede i malviventi intenti a caricare il bottino su un furgoncino. Rientra in casa, prende una revolver Magnum 357 (regolarmente detenuta) e spara in strada. Due moldavi riescono a fuggire con una refurtiva di circa 2mila euro. Il terzo della banda, Jon Stavila, 24 anni, viene colpito alla schiena e muore sul colpo.

L'accusa nei confronti del tabaccaio

In un primo momento il signor Bonvin era stato indagato per eccesso di legittima difesa. "Sono sceso in strada e quell'uomo ha cercato di aggredirmi", aveva spiegato l'uomo agli investigatori. Ma per l'accusa il tabaccaio "ha sparato dal balcone". Poi il campo d'imputazione è cambio, fino alla richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario. "Abbiamo presentato la relazione di un consulente che sottolinea uno stato di alterazione psicologica del nostro assistito dovuto ai diversi furti subiti nel corso degli anni", spiegano al giornale torinese i legali del 71enne, gli avvocati Mauro Ronco e Sara Rore Lazzaro, annunciando la richiesta di assoluzione.

La soliderietà

Al tempo la vicenda aveva sollevato molte polemiche. Il ministro Matteo Salvini si era schierato dalla parte del tabaccaio: "Sono e sarò sempre a fianco dell'aggredito e mai dell'aggressore, in torto c'è l'aggressore e non l'aggredito", erano state le parole del leader della Lega. Anche il sindaco di Pavone Canavese, Endro Bevolo, aveva espresso vicinanza al signor Bonvin, defindendolo "un cittadino modello". Un sostegno che rinnova alla vigilia del processo: "Ha tutta la mia solidarietà".

Le parole del tabaccaio

Un malvivente non è mai stato indivituato, l'altro è stato intercettato in Francia. La sua posizione estata archiviata, poiché non è stata presentata alcuna querela nei suoi confronti. Il 10 maggio si celebrerà la prima udienza del processo a carico del 71enne.

Il signor Bonvin non ci sta e punta il dito contro la Riforma Cartabia: "Mi siederò davanti ai giudici per un reato grave di cui non mi ritengo responsabile - dice - E quegli uomini che di notte, armati e travisati, hanno rubato e violato il mio negozio e la mia casa, che hanno messo in pericolo la mia vita e quella della mia famiglia, sono esenti da responsabilità. Tutto per una questione di procedibilità della riforma Cartabia".

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