"Condanniamo l'uso della forza in Ucraina". Ma il G20 non menziona la Russia

Il G20 ha denunciato "l'uso della forza" in Ucraina per conquiste "territoriali". Nel testo della dichiarazione finale non viene però mai menzionata in forma esplicita l'offensiva della Russia

"Condanniamo l'uso della forza in Ucraina". Ma il G20 non menziona la Russia
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Nel testo della dichiarazione finale del G20 ha trovato spazio la denuncia esplicita dell'"uso della forza" in Ucraina per conquiste "territoriali". Nessun riferimento o menzione, invece, alla Russia e all'offensiva lanciata da Vladimir Putin, anche se i leader hanno sottolineato come le "crisi a cascata" rappresentino una minaccia per la crescita globale a lungo termine. Questa è l'aria che si respira al summit di Nuova Delhi, in India. Dove, nonostante il consenso sulla dichiarazione congiunta, manca ancora quello su come intendere la guerra in Ucraina. Nello specifico, le nazioni occidentali continuano a spingere per una forte condanna di Mosca, mentre altri Paesi chiedono di concentrarsi su questioni economiche più ampie. Una scelta che ovviamente non è andata giù a Kiev.

La posizione sulla guerra in Ucraina

In merito alla guerra in Ucraina, nella dichiarazione si legge che i leader del G20, ricordando la discussione di Bali, hanno ribadito le posizioni nazionali e le risoluzioni adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (A/RES/ES-11/1 e A/RES/ES- 11/6). Hanno inoltre fatto presente che gli Stati "devono agire in modo coerente con gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite nella sua interezza".

A tal proposito, si legge nel documento, a sorpresa approvato nel primo giorno dei lavori, "tutti gli Stati devono astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza per perseguire l'acquisizione territoriale contro l'integrità territoriale e la sovranità o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato". In più, il G20 ha ribadito che "l'uso o la minaccia di uso di armi nucleari è inammissibile".

La reazione di Kiev

L'Ucraina ha replicato duramente il testo della dichiarazione finale del G20. "Non c'è niente di cui essere fieri", hanno commentato da Kiev. Per il portavoce del Parlamento ucraino, Oleg Nikolenko, il governo ucraino "è grato ai partner che hanno cercato di includere una formulazione forte nel testo. Allo stesso tempo, per quanto riguarda l'aggressione della Russia all'Ucraina, il G20 non ha nulla di cui essere orgoglioso". "Ovviamente la partecipazione dell'Ucraina (all'incontro) consentirebbe ai partecipanti di comprendere meglio la situazione", ha aggiunto Nikolenko, postando una foto di una parte della dichiarazione modificata in rosso e con l'aggiunta di riferimenti alla Russia.

Il contenuto della dichiarazione

"Grazie al duro lavoro di tutti, abbiamo ottenuto il consenso sulla dichiarazione del vertice dei leader del G20. Annuncio quindi l'adozione di questa dichiarazione", ha detto il primo ministro indiano, Narendra Modi, ai leader presenti a Nuova Delhi, tra cui il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

La dichiarazione afferma inoltre che il gruppo ha accettato di affrontare le vulnerabilità del debito nei Paesi a basso e medio reddito "in modo efficace, globale e sistematico", ma non ha elaborato alcun nuovo piano d'azione. Ha affermato che gli Stati si sono impegnati a rafforzare e riformare le banche multilaterali di sviluppo, e che gli stessi hanno accettato la proposta di una regolamentazione più severa delle criptovalute.

Si è inoltre convenuto che il mondo ha bisogno di un totale di 4mila miliardi di dollari di finanziamenti a basso costo all’anno per la transizione energetica, con un’elevata quota di energie rinnovabili nel mix energetico primario. La dichiarazione chiede dunque di accelerare gli sforzi verso una "eliminazione progressiva dell’energia a carbone", ma afferma che ciò deve essere fatto "in linea con le circostanze nazionali e riconoscendo la necessità di sostegno verso transizioni giuste".

Il ruolo della Russia nella crisi ucraina

Ad evidenziare il ruolo della Russia nella crisi ucraina è stato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. "Da tempo è in corso una guerra scatenata da un membro permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu contro l'Ucraina", ha dichiarato, parlando di "una guerra che mette alla prova un mondo basato su regole".

L'offensiva di Mosca "ha un impatto che va oltre la sicurezza del Continente europeo. Ha un impatto in tutto il mondo. Colpisce l'energia, l'inflazione e peggiora la sicurezza energetica", ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo, accusando a più riprese il Cremlino di "cinismo" anche nei confronti del Paesi africani con lo stop all'accordo sul grano.

Il compromesso "salva summit"

Per quale motivo il G20 di Nuova Delhi è stato più soft del previsto? Il summit è "salvo" grazie ad un escamotage sulla formulazione del paragrafo relativo all'Ucraina, che riprende il linguaggio del comunicato di Bali dello scorso anno, anche se "lo annacqua un po'".

Secondo quanto spiegano all'Adnkronos fonti vicine ai negoziati della dichiarazione del vertice, gli sherpa hanno lavorato tutta la notte su un compromesso redatto e proposto da Indonesia, India, Brasile e Sud Africa, che è stato poi accettato da tutti, Russia compresa.

I leader, "richiamandosi alla discussione di Bali, hanno ribadito le posizioni nazionali e le risoluzioni adottate dal Consiglio di sicurezza e dall'Assemblea generale dell'Onu", ma

senza citare, come avvenuto lo scorso anno, i voti con cui i testi di condanna della Russia sono stati approvati. Un compromesso che anche lo sherpa di Mosca è stato costretto ad accettare, per evitare di restare da solo

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