"Strikemas": cosa vuol dire questa parola e perché preoccupa gli inglesi

Tra pochi giorni, Londra e la Gran Bretagna saranno messi in ginocchio dagli scioperi: ecco cosa significa strikemas e i timori per le festività natalizie

"Strikemas": cosa vuol dire questa parola e perché preoccupa gli inglesi

Tempi duri per chi deciderà di trascorrere festività british ma anche e soprattutto per gli stessi inglesi: è scoppiato il caos trasporti a Londra e in tutto il Regno Unito a causa degli scioperi che renderanno complicata la vita di cittadini e turisti proprio nel clou dei giorni di festa tra Natale e Capodanno. Qualsiasi settore è in agitazione, dagli ospedali alle ferrovie al trasporto aereo che sarà messo in ginocchio nei giorni di massimo traffico: per l'occasione è stato anche coniato un neologismo, strikemas.

Ecco cosa significa

Le stime sono nere: un numero minimo di 600mila passeggeri potrebbero rimanere a terra con voli cancellati e nessuna riprogrammazione: il ministero inglese avvisa addirittura dal mettersi in viaggio. Nella giornata di ieri migliaia di lavoratori della Royal Mail (le poste britanniche) hanno incrociato le braccia scendendo in piazza a protestare, dopo Natale si fermeranno anche gli autisti delle ambulanze e chi si occupa del traffico delle autostrade ma soprattutto il primo sciopero di sempre da parte degli infermieri con tutti i risvolti negativi del caso. Un caos totale e trasversale che ha portato la stampa d'oltre Manica a coniare un nuovo termine per l'occasione: "strikemas", l'unione tra sciopero (strike) e Natale (Christmas).

I controlli li fa l'esercito

La situazione è talmente precaria e sull'orlo del precipizio che addirittura l'esercito britannico ha iniziato uno speciale addestramento negli aeroporti di Heathrow e Gatwick per controllare i documenti dei passeggeri al posto dei funzionari doganali della Border Force che sciopereranno nei giorni natalizi. La notizia è arrivata direttamente dal ministero della Difesa britannico: i soldati dovranno mettere le toppe e provare a ridurre i disagi ampiamente previsti. La situazione sarà anche peggiore dell'estate scorsa quando la mancanza di personale aeroportuale e di alcune compagnie aeree aveva messo in crisi il settore.

"Ridurre i disagi"

Il primo ministro britannico, Rishi Sunak, ha affermato che la priorità sarà quella di "proteggere le vite e ridurre al minimo i disagi nella vita delle persone" (riferendosi anche allo strikemas del settore ospedaliero e che si cercherà sempre di "agire in modo equo e ragionevole" come scrive l'Ansa. Ma qual è il motivo di tutto questo malcontento british? Indiziata numero è l'inflazione record che ha toccato punte dell'11% con i lavoratori che non hanno visto nemmeno una sterlina in più nelle loro buste paga. Ma è un cane che si morde la coda perché gli adeguamenti di stipendio costerebbero allo Stato più di 30 miliardi di euro, una cifra che le casse britanniche non si possono permettere.

Anche se le previsioni sono pessime, c'è ancora un minimo margine di intervento: il governo sta escogitando un modo per scongiurare gli scioperi e limitare la forza dei sindacati. Insomma, più che "God Save the King", sarebbe il caso di pregare per i cittadini: l'inizio del 2023 si prevedere tutto in salita.

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