"50 euro e fai sesso con mia moglie". L'offerta choc del fruttivendolo

Per riuscire a pagare le bollette, un fruttivendolo non si limitava a vendere frutta e verdura, ma offriva ai suoi clienti anche la compagna, al prezzo di 50 euro per un rapporto sessuale con la donna

"50 euro e fai sesso con mia moglie". L'offerta choc del fruttivendolo

Per riuscire a pagare le bollette, un fruttivendolo non si limitava a vendere frutta e verdura, ma offriva ai suoi clienti anche la compagna, al prezzo di 50 euro per un rapporto sessuale con la donna. L’ambulante, un 61enne di Civita Castellana, adesso è finito a processo davanti al Tribunale di Viterbo con l’accusa di sfruttamento della prostituzione. Le indagini da parte dei carabinieri di Civita Castellana sono iniziate nel 2018 e hanno coinvolti molti clienti del banco frutta in questione.

La proposta indecente

Secondo quanto emerso, il fruttivendolo, assistito dall’avvocato Domenico Parroccini, era solito offrire la sua compagna alla clientela e, mentre qualcuno avrebbe declinato l’invito, altri invece avrebbero accettato la proposta, ben felici di passare del tempo con la bella moglie dell’uomo. Sarebbero molti i testimoni che hanno affermato di aver ricevuto l’offerta dall’ambulante, che avrebbe chiesto loro di aiutarlo in quel modo a far fronte alle troppe spese. I clienti avrebbero però negato di aver pagato l’ambulante per fare sesso con la donna, ritrattando ciò che avevano confermato in precedenza ai carabinieri.

Ci sarebbe però stato chi ha invece ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con la donna e di aver poi pagato 50 euro al marito, tenendo però a precisare che è successo una sola volta: “Sì, ma solo una volta e poi le ho dato 50 euro. Ero andato a prendere la frutta e lui mi lascio il numero di telefono. Poi un giorno l’ho chiamato perché dovevo prendere gli asparagi. Sono andato a casa sua e sono rimasto a cena. Non ricordo se la stessa sera o un altro giorno ho avuto un rapporto sessuale con la moglie. Lui diceva che non riusciva a pagare le bollette, così gli ho dato 50 euro”. Altri testimoni dovranno comparire in aula il prossimo 12 dicembre per raccontare cosa accadeva durante l’acquisto di due pomodori e un chilo di arance.

I testimoni

Come riportato da il Messaggero, nell’udienza di ieri, davanti al giudice Elisabetta Massini, sono comparsi i primi testimoni della difesa, la maggior parte dei quali ha negato di aver avuto rapporti. Un testimone ha raccontato: “Andavo a comprare la verdura da lui al mercato a Civita ma non sono mai andato con la moglie. So che aveva problemi economici perché un giorno venne nella mia azienda con una bolletta e mi disse se potevo dargli soldi perché non riusciva a pagarla. Mi propose un baratto, mi avrebbe ripagato con frutta e verdura”.

Lo stesso uomo, quando era stato ascoltato dai militari nel 2019, aveva raccontato anche altri particolari. Agli investigatori raccontò che ogni volta che si recava a fare la spesa dal fruttivendolo, questi iniziava a mandargli segnali, ammiccamenti, riguardo la sua compagna, dicendogli chiaramente che se avesse voluto avrebbe potuto averla: “Mia moglie è una bella donna, se vuoi prendila”. Magicamente, di fronte al giudice la versione era cambiata: “Una volta sono andato a casa sua a prendere la cicoria di campagna. Ma poi le sue richieste di soldi erano pressanti.

Così a un certo punto ho interrotto tutti i rapporti, mi avevano detto che era una persona poco raccomandabile”. In un famoso film di Pieraccioni la moglie del fruttivendolo almeno si limitava a posare per un calendario in abiti succinti, fotografata tra fragole e cavolfiori.

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