Svolta nel massacro dell'infermiera a Roma: fermato l'ex compagno magrebino

L'uomo è stato fin da subito tra gli indiziati del delitto: diversi testimoni hanno dichiarato di aver sentito diverse volte la donna discutere con il 45enne marocchino

Svolta nel massacro dell'infermiera a Roma: fermato l'ex compagno magrebino
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Fin da ieri, per quanto gli inquirenti non volessero lasciare nessuna pista inesplorata, era emerso che le indagini per la morte di Rossella Nappini, l'infermiera del San Filippo Neri uccisa nell'androne del palazzo in cui abitava con la madre, si stavano concentrando prevalentemente sull'ex compagno magrebino della donna. La pista passionale, anche per la feroci con la quale si è accanito contro di lei l'assassino, è stata fin da subito quella che gli investigatori hanno battuto con maggiore convinzione. Ieri sono stati ascoltati diversi uomini in questura e inizialmente sembrava che l'uomo, un 45enne del Marocco, avesse un alibi.

Ma questa mattina c'è stata una svolta e l'uomo è destinatario di un fermo di indiziato di delitto. La sua posizione è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria, che deciderà nelle prossime ore per una eventuale incriminazione. A bloccare l'uomo sono stati i poliziotti della Squadra mobile di Roma e si trova ora a disposizione della procura nel carcere di Regina Coeli. Fin dalle prime ore dopo il delitto, diversi residenti del palazzo hanno raccontato a mezza voce di numerose discussioni tra la donna e il suo ex compagno magrebino, che inizialmente non sembrava essere reperibile. In base a quanto si apprende, l'uomo è stato fermato nel corso della notte non lontano dal luogo dell'omicidio.

Nappini è stata barbaramente uccisa con numerose coltellate all'addome. A trovarla sono stati alcuni studenti e abitanti del palazzo in zona Trionfale. Poco prima delle 17 numerosi condomini hanno detto di aver sentito le grida di aiuto della donna ma quando sono usciti nel palazzo hanno trovato solamente il cadavere. Dell'assassino non c'era nessuna traccia. La procura ieri sera ha disposto l'autopsia per stabilire il numero esatto di coltellate con cui è stata uccisa la donna, separata, che aveva due figli e viveva assieme alla madre anziana.

"Mi hanno detto di chiamare l'impresa di pulizie perché c'è una situazione devastante", ha detto ieri all'Adnkronos Paolo Tedesco, amministratore del condominio, che ieri è stato ascoltato in questura subito dopo i fatti. La donna non era particolarmente conosciuta nella zona, concentrava le sue energie principalmente sul lavoro e sulla cura della sua anziana madre, oltre che dei figli.

Qualcuno dice di averci scambiato di tanto in tanto qualche parola ma nessuno in zona può dire di averla davvero conosciuta. Nelle prossime ore sono attesi nuovi sviluppi sulla vicenda, soprattutto sulla posizione del 45enne arrestato.

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