Berlusconi mantiene la promessa: aiuterà la figlia di Emmanuel

Si è svolto ieri pomeriggio, a Palazzo Grazioli, l’attesissimo incontro tra Silvio Berlusconi ed Emmanuel Mariani, papà della piccola Maria Noemi. La storia della famiglia Mariani, raccontata nel corso della trasmissione Quinta Colonna, ha intenerito persino il Cavaliere che – intervenendo in diretta – si è offerto di aiutarla. Maria Noemi, bambina invalida al cento per cento, rischia di esser sfrattata

Berlusconi mantiene la promessa: aiuterà la figlia di Emmanuel

Da una casa popolare ad una residenza cinquecentesca, con addosso una camicia bianca e le scarpe da ginnastica, quelle di sempre. Quelle con cui si danno i calci al pallone. Si è presentato così, Emmanuel Mariani, all’attesissimo faccia a faccia con Silvio Berlusconi che, nel corso della diretta di Quinta Colonna, gli aveva promesso aiuto. Poche ore di incertezza e poi è arrivata la telefonata dello staff del numero uno di Forza Italia. L’appuntamento è fissato per le ore 16:30, nella roccaforte romana del Cav, in via del Plebiscito 102. (Guarda il video)

Emmanuel Mariani arriva in anticipo, è visibilmente emozionato, la stampa lo assalta. Vuole sapere. Ma ancora non si sa nulla. A parte quella storia assurda, già raccontata nel corso della trasmissione di Paolo Del Debbio. Una storia arrivata a Milano, che ha intenerito persino Berlusconi. In ballo c’è il futuro di un’intera famiglia. Quella di Emmanuel, papà di Maria Noemi, bambina invalida al cento per cento. Invalida e sotto sfratto. L’Ufficio per le Politiche Abitative di Roma Capitale, in nome del “ripristino della legalità, ha infatti notificato alla famiglia Mariani l’annullamento del provvedimento di assegnazione della casa popolare.

Il colloquio con il suo inatteso benefattore si svolge a porte chiuse e, della conversazione, trapela soltanto la soddisfazione di questo padre coraggio. “È successa una cosa bella ma, per ora, non posso dirvi di più”, spiega alla stampa pochi attimi dopo essersi lasciato alle spalle la soglia di Palazzo Grazioli. Il motivo di questo riserbo è l’incertezza dell’iter, ancora da definire, con cui Silvio Berlusconi intende muoversi. La promessa però c’è. C’era già. Ma stavolta è stata rinnovata guardandosi negli occhi. Insomma, non si tratta di una “sparata televisiva”, né di uno “spot elettorale” – come sostengono gli scettici – ma di una vera e propria presa in carico. “Ci ha messo la faccia ed io mi fido, mi aiuterà”. E c’è qualcuno, come il consigliere capitolino in quota Forza Italia, Davide Bordoni, che si lascia sfuggire qualche indiscrezione: “Sono ottimista, la situazione si risolverà entro la fine dell’estate”. Pochi mesi ancora. Forse.

Emmanuel, poi, ci invita a seguirlo a casa sua. Ha bisogno di allentare la tensione, vuole fare il punto sulla giornata trascorsa e spiegare ai lettori de Il Giornale.it la sua storia. La palazzina in cui vive è in via Eugenio Pinelli 8, nel quartiere popolare di San Saba. Piccola, curata, come la stanza di Maria Noemi che ci si apre davanti, subito a sinistra, dopo la porta d’ingresso. Accanto a lei, un’infermiera le sta somministrando della medicine. Procediamo in un corridoio stretto, verso la cucina, ci sediamo. Emmanuel beve un bicchiere d’acqua mentre il suo telefono continua a lampeggiare. “Non ho mai ricevuto così tante telefonate in vita mia”, spiega. Sono quelle degli amici. Vogliono sapere cosa ne sarà di quella casa. Non semplicemente assegnata, ma conquistata. Per sua figlia.

“Maria Noemi – ci spiega l’infermiera che, da oltre dieci anni, la segue 24 ore su 24 – ha subito sin dalla nascita un’ipossia cerebrale, ed attualmente presenta una tetraparesi spastica che comporta la dipendenza, totale, dagli operatori sanitari”. Senza aiuto non può fare nulla. “Purtroppo – continua – la situazione che stanno vivendo i genitori con la casa crea uno stress familiare che lei sicuramente subisce”. Inoltre, prosegue la donna, la bambina “non è mai uscita dalla sua cameretta, se venisse trasferita altrove sarebbe senz’altro uno choc”. Aggravato dal fatto che, andando a vivere in un altro quartiere, perderebbe l’assistenza domiciliare e le cure amorevoli di quelle persone che, per lei, sono ormai parte della famiglia. Non a caso, lo slogan delle decine di eventi di solidarietà organizzati per la piccola è proprio: “Maria Noemi non si tocca”. Non si sposta da lì.

Ma, immaginando quello che Emmanuel vuole scongiurare, ovvero lasciare via Pinelli, come gli intimano dal Campidoglio, accedere ad un nuovo alloggio popolare sarebbe impossibile. “Sarei troppo indietro nella graduatoria di assegnazione rispetto agli stranieri – spiega Mariani – che hanno reddito zero”. “Noi – prosegue – siamo una famiglia monoreddito, quello che guadagno è troppo per scalare la graduatoria ma, allo stesso tempo, troppo poco per ottenere un muto dalla banca”. Insomma, un limbo. Da cui lui spera di uscire, presto, grazie all’aiuto di Berlusconi. “Oggi c’è stato questo incontro, il presidente si è dimostrato una persona generosa, una persona così, se si prende a cuore una situazione, poi la porta a termine”.

Un’esperienza, quella di oggi, “che mi porto nel cuore e che racconterò”, ci dice. E, sdrammatizzando, aggiunge: “Poi entrare a Palazzo Grazioli, nella stanza di Berlusconi dicendo anche ‘Forza Roma’ è stato davvero grande”.

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