Febbre, nausea e sfoghi cutanei: un'altra malattia spaventa Lodi

Dieci persone sono state ricoverate all’ospedale Maggiore a causa della febbre del Nilo che viene trasmessa all'uomo dalle zanzare

Febbre, nausea e sfoghi cutanei: un'altra malattia spaventa Lodi

Paura a Lodi per una nuova minaccia, questa volta non stiamo parlando di coronavirus ma bensì della febbre del Nilo. Chiamata anche West Nile Disease. Dieci persone, di età compresa tra i 49 e i 79 anni sono giunte all’ospedale Maggiore di Lodi con febbre, mal di testa , nausea e sfoghi cutanei. Uno di loro, il più grave, anche con una mielite. Purtroppo però, come spiegato dagli operatori sanitari, per questa malattia non esistono né farmaci né vaccini. L’unico modo per cercare di prevenirla è quello di effettuare una disinfestazione dalle zanzare comuni autoctone.

Fino a ieri erano sette i pazienti ricoverati, mentre oggi il numero è salito a dieci. Secondo quanto emerso, i pazienti, tutti ricoverati nella struttura ospedaliera di Lodi, presenterebbero vari sintomi, diversi l’uno dall’altro e sono stati ospedalizzati in reparti differenti, tra questi è stato utilizzato anche quello di Neurologia e Medicina. Tra questi il caso di un 72enne colpito da una meningo encefalite, finito in rianimazione per complicanze. Angelo Ragazzetti, primario di Malattie infettive, ha spiegato che"non c'è un farmaco per questa malattia. La terapia è sintomatica. E, naturalmente, non c'è nemmeno un vaccino possibile. Per questo risulta molto importante prevenirla con la disinfestazione dalle zanzare comuni autoctone del genere culex pipiens e la protezione individuale".

Cos'è la febbre del Nilo

L’Istituto superiore di Sanità ha precisato che la febbre del Nilo, o febbre West Nile, è una malattia provocata dal virus West Nile, appartenente alla famiglia dei Flaviviridae. Questo virus è stato isolato per la prima volta in Uganda nel lontano 1937, nel distretto conosciuto appunto con il nome West Nile. Gli uccelli selvatici e le zanzare, in particolare quelle del gruppo Culex, sono i serbatoi del virus. Le punture di questi insetti sono il mezzo principale attraverso cui il virus si trasmette all’uomo. Già prima di Ferragosto in alcuni comuni della zona, come per esempio Graffignana, San Martino, Massalengo, Borghetto, Vidardo, Casaletto e nella Bassa, su segnalazione dell’Ats di Milano, era iniziata la disinfestazione. Non è infatti una malattia che si trasmette da persona a persona. In passato si erano già verificati casi di malattia gravi, alcuni anche mortali, tra Lodi, Mantova e Pavia.

Il periodo di incubazione può variare tra i 2 e i 14 giorni, o anche 21 nei soggetti immunodepressi. Si tratta di una condizione per lo più asintomatica e, circa nel 20% dei casi, può dare sintomi leggeri quali febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati o sfoghi sulla pelle. I soggetti anziani o debilitati sono quelli maggiormente a rischio.

Questi possono incorrere in sintomi gravi come febbre alta, forti encefaliti, debolezza muscolare, convulsioni, tremori, disorientamento, disturbi alla vista, fino ad arrivare alla paralisi o al coma. In rari casi anche danni neurologici permanenti o encefalite letale.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica