Gallera: "Ho visto primari di 70 anni piangere"

La situazione negli ospedali è difficilissima, al limite. Il decreto non doveva essere raccontato di notte, ma al mattino. Dopo un confronto serio con le regioni

Gallera: "Ho visto primari di 70 anni piangere"

L’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, non ha paura a raccontare quello che ha visto in questo difficile periodo segnato dall’epidemia di coronavirus. Medici che da una vita lottano contro patologie, malattie a volte impossibili da curare, che crollano davanti al Covid-19.

Gli ospedali sono al limite, i primari piangono

“Ho visto primari, professori di 70 anni piangere. Ho visto primari dire siamo al limite, con il rischio di non poter offrire a tutti le cure giuste. Ci siamo detti che tutto questo doveva essere fatto conoscere a tutti e devo dire che il messaggio è stato colto nella maniera più piena”. Queste le parole di Gallera per spiegare la decisione di diffondere il documento-appello del Coordinamento medici delle terapie intensive regionali.

Gallera ha sottolineato la complessa situazione

Per riuscire a spiegare a tutti cosa sta vivendo la Lombardia, la situazione complessa e difficile che si trova a dover gestire. Negli ospedali della regione vi sono infatti il 63% del totale di soggetti covid-19 ricoverati in terapia intensiva. Il sistema sanitario della Lombardia è messo quotidianamente a dura prova ma, come ha sottolineato Gallera, “abbiamo avuto l’impressione che nel Paese e in chi ci governa questa stessa percezione non ci fosse”.

Dati alla mano, i numeri parlano chiaro: giovedì 28 febbraio erano 50 i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Solo nove giorni dopo il numero è cresciuto in modo esorbitante, arrivando a ben 359. Gallera ha voluto parlare anche dei caschi Cpap che immettono ossigeno, per la ventilazione respiratoria. Il 19 febbraio la Lombardia ne aveva 200, adesso sono 1.600. Questi numeri, come ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare, da una parte dimostrano l’efficienza di un sistema sanitario forte e valido, dall’altra però mostrano l’emergenza in tutta la sua potenza e gravità.

Il grido d'allarme

Il provvedimento varato dal governo per fronteggiare il coromavirus è “un passo avanti perché ha raccolto un grido di allarme anche se non è esattamente ciò che ci saremmo aspettati” , ha commentato Gallera. Sarebbe stato più opportuno rimandarne la presentazione al mattino, dopo un confronto serio con tutte le regioni, e non alle due e mezza di notte, come invece è avvenuto. Anche il testo, secondo l’assessore lombardo, sarebbe dovuto essere più chiaro e meno ambiguo.

La sua speranza è quella che “ci sia realmente un rallentamento della vita nella nostra regione. Se riduciamo i contagi riusciamo a vincere questa battaglia. L'importante è frenare questa crescita che è fortemente esponenziale”.

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