Giudice impiega 7 anni per motivare la sentenza

Processo Impregilo: la toga è Gamacchio,finito nello scandalo dei conti non saldati

Giudice impiega 7 anni per motivare la sentenza

Milano. Le motivazioni di una sentenza depositate dopo sette anni dal dispositivo e un'azienda, Impregilo, assolta tre volte ma tuttora appesa alle lungaggini della giustizia.
Succede a Milano, dove lo scorso aprile, appunto a sette anni dalla sentenza d'Appello bis del 2014, il giudice ha depositato le motivazioni del verdetto. La Corte aveva confermato l'assoluzione di Impregilo, imputata per la legge sulla responsabilità amministrativa delle aziende in relazione a un'ipotesi di aggiotaggio, che risale a 18 anni fa, addebitata ai vertici di allora: Piergiorgio Romiti e Paolo Savona. Per i due dirigenti è stata dichiarata la prescrizione già nel 2010. Ma la prescrizione per le persone giuridiche a processo per la legge 231 del 2001 segue un percorso diverso rispetto a quello che riguarda le persone fisiche. Per la responsabilità amministrativa infatti esiste un primo termine di prescrizione fissato a cinque anni. Ma se nel frattempo si verifica un cosiddetto «atto interruttivo» (ad esempio la richiesta di rinvio a giudizio), la prescrizione cessa definitivamente. E così ora, motivazioni alla mano, la Procura generale guidata da Francesca Nanni fa ricorso in Cassazione contro l'assoluzione della società di costruzioni nel processo d'Appello bis. Le motivazioni tanto in ritardo sono del giudice Piero Gamacchio, andato in aspettativa ad aprile scorso per lo scandalo dei conti non pagati.
Nel ricorso firmato da Nanni si sottolinea che la sentenza d'Appello bis non si adegua ai principi espressi dalla Cassazione, che aveva annullato con rinvio la prima assoluzione in secondo grado. La Suprema corte indicava che per escludere l'illecito amministrativo era necessario dimostrare la «fraudolenta elusione» da parte dei dirigenti indagati nei confronti della loro società. Mentre da Gamacchio, sostiene il pg, l'aspetto della «fraudolenza» non è stato affrontato.
Nell'ottobre 2010 il Tribunale aveva dichiarato «estinto il reato per intervenuta prescrizione» per Romiti e Savona (oggi presidente Consob). Nel frattempo il gup Enrico Manzi (nel 2009) e poi la Corte d'appello (nel 2012) avevano assolto Impregilo. Nel 2013 era arrivato l'annullamento con rinvio della Cassazione e nel 2014 l'assoluzione anche nel nuovo processo d'Appello.

Il giudice Gamacchio, un magistrato molto noto e stimato a Milano, poco prima del deposito delle motivazioni aveva annunciato la scelta di andare in aspettativa, a ridosso della pensione, dopo aver ammesso di non aver saldato i conti di alcuni bar e ristoranti e di avere contratto un debito di 40mila euro con un avvocato penalista, in gran parte ripianato dopo un decreto ingiuntivo.

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