Costretti a turni da 36 ore e autotassarsi: il caos migranti strema i poliziotti

36 ore in servizio per i trasferimenti da Lampedusa alla Sicilia, turni interminabili sotto il sole negli hotspot e autotassazione per gli interpreti: le forze di polizia chiedono aiuto

Costretti a turni da 36 ore e autotassarsi: il caos migranti strema i poliziotti

La gestione dell'emergenza migranti da parte del Viminale è sempre più fallimentare. Per quanto da sinistra, ivi comprese le ong, e il ministro Lamorgese insistano col minimizzare la situazione, chi opera sul campo continua a denunciare condizioni non sostenibili, sia per i migranti che per gli stessi operatori. Nonostante le 36 ore di tregua dagli sbarchi, nell'hotspot di Lampedusa ci sono ancora 1500 migranti su un massimo di 350 persone che potrebbero essere ospitate. Il silenzio degli ultimi giorni sembra quasi normalizzare una situazione che, al contrario, continua a essere emergenziale, come dimostra quanto stanno vivendo gli uomini delle forze dell'ordine impegnati in prima linea nella gestione della crisi migratoria.

Caos trasferimenti a Lampedusa

"Le condizioni di lavoro dei poliziotti impegnati nella gestione dei flussi migratori sono sempre più degradanti, con turni di lavoro massacranti in situazioni igienico-sanitarie inaccettabili", denuncia il segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, Domenico Pianese. Il caso è quello di 20 poliziotti che sono stati assegnati al servizio di trasferimento da Lampedusa a bordo della nave Pietro Novelli. Come viene spiegato in un comunicato Sap da Antonino Piritore, segretario generale provinciale di Trapani, gli uomini del XI Reparto Mobile di Palermo sono stati da prima inviati a Mazara del Vallo da dove, come si legge nel comunicato del sindacato Fsp, sarebbero dovuti partire alla volta delle Pelagie al mattino ma, "a causa di un ritardo sulla partenza dalla nave da Mazara verso Lampedusa, hanno dovuto attendere sulla banchina, sotto il sole cocente" fino alle 16.

A quel punto, una volta a bordo, "non hanno avuto neppure la possibilità di godere di un momento di conforto, stante l’assegnazione di piccole cabine da condividere con altro collega". In più, "non hanno avuto la possibilità di fare una doccia 'rigenerante' a causa di un numero insufficiente di teli da bagno". Anche il vitto a bordo della nave non è stato qualitativamente accettabile per i poliziotti, costretti a effettuare un servizio a oltranza di oltre 30 ore, "se consideriamo i tempi per raggiungere Mazara del Vallo (148 km da Palermo), le operazioni d’imbarco e la traversata, occorrono non meno di 14/15 ore". Tempi che vanno raddoppiati per un servizio di andata e ritorno, al netto di imprevisti che ci sono stati. Al ritorno, con imbarco alle 4 del mattino da Lampedusa, i poliziotti già stremati hanno dovuto effettuare il servizio di scorta e vigilanza ai migranti. Il Coisp aggiunge che, oltre alla carenza di teli mare, i poliziotti non hanno nemmeno potuto "accedere ai servizi igienici, intasati e sporchi".

"Mai, come in questo caso, abbiamo fondato motivo di ritenere che, la causa di tale protrazione del servizio, sia riconducibile ad una fallimentare e poco attenta gestione e pianificazione del servizio di scorta in questione", sottolinea Antonino Piritore, chiedendo che "si provveda con cortese urgenza e tempestività a rivedere le modalità organizzative per i successivi servizi di accompagnamento". È evidente che in questo contesto sia mancata completamente l'organizzazione e che gli uomini delle forze dell'ordine siano stati costretti a un lavoro immane per garantire la sicurezza, nonostante le condizioni proibitive.

Accoglienza del Paese al collasso

Andrea Cecchini, segretario generale nazionale di Italia Celere sottolinea che "vivono male i poliziotti ma vivono male anche i migranti. A noi dicono che siamo razzisti ma vedete a Lampedusa cosa è successo? A fronte di 350 posti si è arrivati a 2000 ospiti. La struttura è colma, i poliziotti sono costretti a stare sotto un sole cocente sopra un mezzo di polizia che, com'è normale, si arroventa e attorno hanno solo immigrati che dormono su materassi vergognosi e sporchi, in mezzo ai quali passano i topi. Non c'è servizio igienico per i poliziotti e per questi migranti". Il segretario nazionale di Italia Celere spiega che agli uomini delle forze dell'ordine "piace il giusto e il bene mentre ora vediamo lo sbagliato e il male". E, come spiega Cecchini, questa è una condizione comune a molte strutture in Italia "e non viene il dubbio a qualche persona della politica e delle istituzioni di fare qualcosa per queste persone e per chi ci lavora?". E il segretario nazionale di Italia Celere sottolinea che "da Amnesty (International, ndr) nemmeno una parola verso i poliziotti che devono vivere e lavorare in quelle condizioni".

Interpreti pagati dai poliziotti

Oltre al problema dei trasferimenti, molto grave e che necessita di una risoluzione immediata, c'è anche quello dell'assenza di mediatori culturali e interpreti. Al Cara di Crotone, come sottolinea il Sap, "la mancanza di interpreti per gestire i migranti è uno dei grandi problemi ed è solo grazie allo stacanovismo dei colleghi, disposti a pagare di tasca propria chi può supportarli per procedere con il lavoro, che possono essere portate a termine importanti indagini che ci aiutano a combattere l'immigrazione clandestina". I poliziotti, i cui stipendi non sono certo elevati, si autotassano per poter procedere con le operazioni necessarie per garantire la sicurezza del Paese: "Se gli uffici preposti alla schedatura dei migranti, non hanno chi interpreta le interviste per effettuare l'identificazione, diventa impossibile anche aiutare coloro che chiedono asilo politico.

Ci aspettiamo una risposta immediata da parte del Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese perché non è sui colleghi che deve gravare anche l'onero sugli interpreti, nonostante lo facciano da tempo per dedizione e senso del dovere".

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