Il mistero dei nove cadaveri senza nome sulle spiagge liguri

Sono nove i cadaveri ritrovati sulle spiagge liguri dopo la tempesta dei giorni scorsi. Per nessuno è stata possibile l'identificazione

Il mistero dei nove cadaveri senza nome sulle spiagge liguri

Ci sono nove corpi senza nome distesi sulle spiagge della Liguria, tra Ventimiglia, dove è esondato il Roya, e Sanremo. Nove volti diversi, privi di qualunque segno di riconoscimento, che la furia della tempesta Alex ha restituito alla terra dei vivi. Sono cadaveri nudi: non un anello né un piccolo tatuaggio che possa dettagliare la loro identità. Amici e parenti hanno smesso di cercarli e per questo, adesso, sembrano destinati all'elenco anonimo dei ''dispersi''.

È il drammatico bilancio umano della burrasca che, non solo demolisce viadotti e palazzi, ma cancella le tracce di qualunque esistenza, fosse anche la più gloriosa, con un colpo di spugna. Le 9 salme sono state rinvenute lungo la distesa sabbiosa tra Ventimiglia e Sanremo, laddove la bufera ha lasciato un segno indelebile del suo passaggio. Tra loro vi è una donna sulla settantina di Borgo Prino che forse, ma è solo un'ipotesi, ha scelto di farla finita. E poi un operaio di 60 anni rimasto incastrato nel greto del fiume Roya mentre si sta stava recando al lavoro. La furia delle acque lo ha travolto in un paio di minuti per poi restituirlo alla ghiaia nei giorni successivi. Per ma per i restanti sette, invece, non c'è che il silenzio di una morte incomprensibile, mai reclamata.

Così i nove corpi senza apparente memoria, alla stregua di un doloroso paradosso, sono diventati fantasmi del passato che ritorna. Sì, perché le ipotesi degli investigatori, di chi cerca affannosamente di trovare loro una collocazione terrena, suggeriscono si tratti di persone morte ancor prima che la tempesta si abbattesse sulle spiagge liguri. Sepolti, riemersi dal cimitero di San Dalmazio di Tenda dove un turbine ha scoperchiato decine di tombe. La spiegazione è apparsa plausibile in un caso, per il cadavere che le autorità hanno con gentilezza definito ''datato'', riporta un articolo de La Stampa a firma di Gabriele Romagnoli, con i segni di un passato già remoto. Ma per gli altri resta solo un grande enigma. Dopo la tempesta, sulla costa francese si è creato un gruppo di ricerca per le persone ''introvabili''. Alcune sono risultate in realtà al sicuro, nel domicilio a cui da tempo nessuno bussava più. Altre sono telefoni che squillano a vuoto, assenze che perdurano. Probabilmente qualcuno tra ''Nicolas che vive sul Roya'' e ''il cugino di Serge irreperibile da giorni''. I loro nomi risuonano come echi lontani sul web, già dimenticati.

Nei prossimi giorni, saranno effettuati gli esami del Dna sulle salme affinché ne sia possibile almeno riconoscimento anagrafico.

Intanto il Governatore della Liguria, Giovanni Toti, spera che non affiorino altri cadaveri dal mare. Ma un ennesimo corpo senza vita, quello di un uomo, è già stato avvistato tra le rocce del fiume. Si tratta del decimo ''disperso'' che manca all'appello. E ci si augura sia l'ultimo.

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