Negano lo psicofarmaco e i detenuti danno fuoco alla loro celle

A Cremona sono stati evacuati 80 uomini del carcere di Ca’ del Ferro a causa di un incendio appiccato all'interno della struttura. Per la polizia penitenziaria è una rivolta da non sottovalutare

Negano lo psicofarmaco e i detenuti danno fuoco alla loro celle

Tutto sarebbe nato per un farmaco negato. Da lì la sommossa, violenta, con l'incendio e la necessaria evacuazione per evitare il peggio. I fatti sono avvenuti verso le 22 di venerdì 3 giugno nel carcere di Ca’ del Ferro a Cremona. Secondo i racconti degli agenti la sommossa è iniziata quando alcuni detenuti hanno deciso di ribellarsi dopo essersi resi conto che, tra i farmaci che assumono con regolarità, ne mancava uno. In particolare si tratta di uno psicofarmaco somministrato per il trattamento dei detenuti tossicodipendenti e soggetti con disturbi psichici. Da quanto si apprende, però, la dose veniva scambiata abitualmente tra i carcerati in cambio di altra merce. Scoperto il giro, si era deciso di intervenire per stroncare il fenomeno ma questa decisione è stata la miccia che ha fatto scattare l'ira dei detenuti.

La rivolta è scoppiata dopo lo scambio di un preciso segnale, subito dopo il quale decine di detenuti hanno dato fuoco a lenzuola e oggetti delle loro celle. In questo modo hanno fatto scattare l'allarme in tutto il carcere. Per questo motivo sono stati fatti evacuare circa ottanta detenuti disposti in due piani del carcere. I vigili del fuoco, intervenuti a supporto della Polizia penitenziaria, hanno impiegato alcune ore per domare l’incendio. Per garantire la completa sicurezza la struttura è stata circondata dalle forze dell'ordine.

"La violenta rivolta dei detenuti nel carcere di Cremona - afferma il segretario generale del Sindacato Polizia penitenziaria, Aldo Di Giacomo - è un brutto campanello d'allarme che rievoca la tristissima stagione delle rivolte della primavera 2020. Attenzione a sottovalutare il nuovo segnale".

"La tensione nelle carceri è palpabile e basta un qualsiasi pretesto, nel caso di Cremona il cambio di un farmaco", ha continuato il capo del sindacato.

"Proprio negli istituti dove ci sono tossicodipendenti e persone con problemi mentali, due categorie molto numerose tra la popolazione carceraria, bisogna predisporre maggiori e più adeguati interventi, misure di natura sanitaria sempre più impossibili oggi per la nota carenza di personale medico"

Gli altri episodi di violenza

Il caso non è isolato. A fine maggio si è assistito a un'aggressione ad un agente da parte di un detenuto che ha tentato di strangolarlo e poi c'è stato il rogo appiccato ad una cella da un altro detenuto.

La direttrice del carcere, Rossella Padula, riferisce che l’emergenza "è stata gestita dal comandante del reparto nel migliore dei modi e dai pochi uomini presenti". Non nasconde che "i problemi sono stati grossi, è stato tutto molto complicato", e aggiunge che "si stanno accertando le responsabilità".

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