Ora il Papa teme uno "scisma" tedesco

Papa Francesco deve fare i conti con le intenzioni dei tedeschi, che sembrano voler modificare parte del loro assetto ecclesiastico. E si parla di "scisma"

Ora il Papa teme uno "scisma" tedesco

Il "Sinodo interno" dei vescovi tedeschi accomunato all'anticamera di uno "scisma". Almeno da parte di chi dà un gravoso peso all'appuntamento di Fulda, che è la città in cui la riunione ha luogo. Una città situata in Assia, nell'ex granducato. Qualcuno, specie dal lato tradizionalista, teme che decisioni particolari, nel senso di disposizioni riservate a un clero determinato e non a tutta la Chiesa cattolica universale, possano comportare una spaccatura profonda, uno "scisma" appunto.

L'assemblea dei presuli teutonici non è una chimera: ha già avuto inizio. Papa Francesco, nei mesi passati, ha anche inoltrato una missiva al "Popolo di Dio in cammino", quello che risiede in Germania, ma il cardinale Reinhard Marx ed altri alti ecclesiastici di quella zona d'Europa non sono tornati indietro: quelli sono i loro passi. C'è una premessa, cioè questa assemblea, e c'è uno sbocco intravedibile, cioè un disegno ultra riformista: bisognerà però vedere se e cosa verrà approvato. Soprattutto, sarà necessario capire come verrà recepito un eventuale parere negativo proveniente dalla Santa Sede. Di sicuro non si sta ragionando di minuzie.

Ma se tutto si limitasse alla speculazione, il "sinodo" dei tedeschi non farebbe così discutere. Perché, in caso la Conferenza episcopale di Germania decidesse di stringere i tempi su certe rifome, come l'estensione del celibato a persone non celibi, l'istituzione di un diaconato femminile o la rivisitazione della "morale sessuale", il Vaticano potrebbe anche rispondere - in realtà è molto probabile - con un "no". Ed è allora che i tedeschi, dopo magari aver deliberato a favore di questi cambiamenti internamente, potrebbero non rassegnarsi allo stallo. Può un singolo episcopato oltrepassare uno "stop" partito da piazza San Pietro? La risposta, tenendo a mente le logiche gerarchiche del cattolicesimo, è implicita: ovviamente no, non è previsto che un episcopato possa scavalcare il Santo Padre. La domanda, poi, è di una natura inconsueta.

Il tutto va preso con le pinze. Perché l'allarme sulla fuga in avanti dei progressisti potrebbe anche essere sovradimensionato. Ma Il Papa - in questo articolo de Il Messaggero, che è stato riportato da Dagospia - è stato descritto pure come "impaurito". Forse qualcosa accadrà. Forse i presuli teutonici hanno davvero intenzione di adottare i "viri probati". E se i tedeschi stessero virando verso una forma di Chiesa nazionale? Papa Francesco e il cardinale Marx hanno avuto modo di parlare poco tempo fa. E sembra che le distanze tra i due, nel caso fossero esistite, si siano ridotte: i tedeschi non si discosteranno da Roma, nessuno "scisma" verrà messo in atto. Lo si legge sempre sulla fonte sopracitata. Jorge Mario Bergoglio, a dire il vero, ha confidato, tornando in aereo dalla visita apostolica in Africa, di non temere scismi, con un dettaglio: il pontefice argentino prega affinché non si concretizzino.

Fa un po' specie il fatto che non siano gli ambienti conservatori, magari statunitensi, a tenere banco in questo periodo.

Dal Sinodo panamazzonico in poi, forse, si tornerà a parlare delle differenze che intercorrono tra come la Chiesa cattolica del futuro viene vista dai conservatori e come la Chiesa cattolica del futuro viene immaginata dai progressisti. Ma c'è un "tuttavia": Il Sinodo panamazzonico, che è stato indetto dal vescovo di Roma, e quello interno dei tedeschi, il concilio convocato dal cardinale Marx, hanno un ordine del giorno comparabile.

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