"Ciechi a fare ispezioni". ​Spuntano accuse choc per il crollo del Morandi

“Mancava il cemento e l’acciaio si muoveva” queste le accuse. In un video risalente al 2015 si vedono i trefoli arrugginiti

"Ciechi a fare ispezioni". ​Spuntano accuse choc per il crollo del Morandi

Il ponte Morandi a Genova è collassato il 14 agosto 2018 a causa della rottura di uno strallo, un tirante, della pila 9, portando con sé la vita di 43 persone. Adesso sembra non fossero falsi solo i report sui viadotti. Gli ex vertici di Aspi avevano falsificato anche i contenuti delle lettere inviate al Mit sullo stato di salute del viadotto Polcevera, oltre alle attestazioni sul progetto di retrofitting da fare partire nell'autunno del 2018.

Le ispezioni al ponte in notturna

Questo quanto emerge dalle "incolpazioni provvisorie" depositate dai pubblici ministeri Stefano Terrile e Walter Cotugno su richiesta del gip Angela Nutini. Da una parte quindi tutto il materiale raccolto nell’incidente probatorio sulle cause del crollo del ponte, e dall’altra parte le intercettazioni depositate dalla Gdf che il Gip dovrà esaminare per decidere quali allegare agli atti. Come riportato da Repubblica, i quattro esperti nominati dal Giudice per le indagini preliminari, nella loro relazione consegnata lo scorso dicembre, avevano dato rilievo anche al modo in cui venivano fatte le ispezioni al ponte dal personale di Autostrade e di società terze.

Gli esperti del Gip hanno evidenziato anche le ispezioni avvenute nel 2015, quando "si torna, circa un quarto di secolo dopo, ad effettuare delle ispezioni davvero significative dello stato degli stralli sia della Pila 9 che della 10... Tali ispezioni si svolgono in varie sessioni dal 12 al 30 ottobre, in orario notturno". I controlli interni erano affidati alla controllata Spea, la società del gruppo Benetton che si occupava della manutenzione del ponte.

I trefoli erano ossidati

Anche in un filmato agli atti, e reso pubblico dal TgLa7, si vede che i risultati sullo strallo della pila 9 lato Genova/mare, non erano per nulla incoraggianti. Nella loro relazione, i periti hanno scritto quanto riportato da Spea nel 2015: "La guaina è apparsa ossidata; l'iniezione è assente; sono stati visti 3 dei 4 trefoli che si muovono con facilità facendo leva con uno scalpello; i fili dei trefoli sono ossidati". E come se questo non bastasse, le ispezioni venivano fatte di notte con il buio e alla luce di lampade. In alcune intercettazioni si sentirebbero Paolo Berti e Michele Donferri Mitelli, ex dirigenti, scherzare proprio sulle ispezioni in notturna: "Cosa mandavano i ciechi! Mandavano i ciechi a fare ispezioni questi! I ciechi!". I tecnici di Spea commentavano: "Noi abbiamo lavorato come c’han sempre detto... ovvero alla c... perché se va a vedere un ponte di giorno... eh ci siamo mai andati di giorno? No... perché non han chiuso prima? Per il traffico, eh beh, chiudi tre ore e ci vai... Cioè, vai a vedere un ponte di notte? Chiudi e lo vai a vedere di giorno, non vai di notte con le lampade".

Queste conversazioni sono considerate rilevanti dagli inquirenti che le hanno messe a disposizione delle difese.

Guidati dal procuratore Francesco Cozzi, gli inquirenti in queste ore hanno stilato l’elenco delle accuse provvisorie nei confronti delle 68 persone per il crollo del ponte Morandi, come era stato chiesto dal gip Angela Nutini che si sta occupando della vicenda riguardante le intercettazioni. Da quanto contenuto nelle incolpazioni provvisorie che sono state depositate dai pubblici ministeri, emergono nuove presunte falsificazioni anche nel contenuto delle lettere inviate al Mit da parte di alcuni degli indagati in relazione alle condizioni del ponte e nelle carte relative ai lavori del retrofitting previsti prima del crollo. Le ipotesi di falso non interessano tutti i soggetti indagati, ma solo una decina.

Le incolpazioni provvisorie riguardano i reati di disastro colposo per omessa manutenzione, il pericolo di crollo, l'attentato alla sicurezza nei trasporti, l'omissione dolosa di cautele infortunistiche, l'omicidio colposo plurimo e la violazione delle norme di sicurezza.

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