Potenza, blitz dei Ros, 21 arresti per mafia

Sgominata dalla procura di Potenza attività estorsiva sul litorale appulo-lucano

Potenza, blitz dei Ros, 21 arresti per mafia

Blitz dei carabinieri del Ros contro la mafia delle estorsioni sul litorale jonico-lucano. Ventuno gli arresti disposti dal gip di Potenza su richiesta della procura distrettuale antimafia, eseguiti dai carabinieri del comando provinciale di Matera e del Ros. Nell'ordinanza di custodia cautelare vengono contestati a vario titolo i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsioni, tentato omicidio, incendi ai danni di aziende operanti nel settore ortofrutticolo, rapine e spaccio di stupefacenti. Il gruppo criminale agiva lungo il litorale jonico-lucano, in particolare nei Comuni di Policoro e Scanzano Jonico. L'operazione, nella quale sono stati impegnati 150 carabinieri con l'ausilio di unità cinofile e di un elicottero, si è svolta nella provincia di Matera.

I 21 indagati sono ritenuti responsabili di aver fatto parte, a vario titolo, di un'associazione di stampo mafioso con base a Scanzano Jonico, dedita principalmente al racket delle estorsioni in danno di imprenditori edili del metapontino ed allo spaccio di stupefacenti. Il territorio interessato è quello della costa jonica lucana ed il periodo temporale parte dalla fine del 2016 fino ad arrivare al mese di gennaio 2019. Le indagini rappresentano l'epilogo e lo sviluppo dell'indagine che aveva portato nell'ottobre del 2018 alla esecuzione di altre 25 misure contro lo stesso sodalizio mafioso denominato "clan Schettino" operante in Basilicata nei comuni di Scansano ionico e Policoro. L'inchiesta, sviluppata con intercettazioni telefoniche, pedinamenti, perquisizioni e sequestri, ha accertato l'esistenza dell'organizzazione criminale che oltre ad avere la disponibilità di armi micidiali, aveva la capacità di raccogliere risorse economiche grazie allo spaccio dei suoi gregari e di finanziare i sodali e le famiglie nelle fasi di carcerazione dei suoi associati. I malfattori erano in grado di riciclare i proventi raccolti in fiorenti attività economiche anche indirettamente gestite, condizionando le attività economiche di imprenditori non vicini al gruppo mediante gravi minacce. Gli inquirenti hanno ricostruito le fasi di diversi contatti fra l'organizzazione degli "Schettino" ed altre organizzazioni criminali operanti sul territorio, sfociati anche in azioni: tentati omicidi, aggressioni, sparatorie in strada. Nove dei destinatari del provvedimenti cautelari sono stati rinchiuse in carcere, otto sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre per tre è stato disposto l'obbligo di dimora e ad uno l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L'operazione antimafia raccoglie il plauso delle associazioni impegnate per la legalità e delle sigle di categoria. Interviene don Marcello Cozzi, di "Libera", che rimarca positivamente la lotta alla mafia nel Metapontino rispetto a quanto avvenuto negli anni passati. "La Dda di Potenza e le forze dell'ordine, a cui va sempre il nostro sostegno e incoraggiamento, ci dicono che non dobbiamo mai arrenderci, mai fermarci, mai abbassare la guardia - sostiene - e che ora si può. Ci si può e ci si deve fidare, si può e si deve parlare, si può e si deve denunciare. La differenza fra oggi e ieri è che ieri potevamo solo immaginare chi creava terrore oggi li chiamiamo per nome e li guardiamo in faccia". Soddisfazione da parte dell'associazione antiracket e antiusura "Famiglia e Sussidiarietà" che chiede, per voce del presidente Angelo Festa, di "avviare una collaborazione più stretta tra tutte le componenti dello Stato e della società civile" per combattere un fenomeno, qual è quello delle estorsioni, che "colpisce gravemente le imprese e l'intera economia legale della fascia jonica".

Nell'area di Scanzano Jonico e Policoro erano prese di mira soprattutto le aziende del settore ortofrutticolo, così il presidente di Coldiretti Basilicata Antonio Pessolani esprime "gratitudine per il lavoro delle forze dell'ordine, fondamentale per la tutela delle aziende agricole di un'area fortemente vocata fiore all'occhiello dell'ortofrutta italiana, oltre che dei cittadini".

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