"Una sensazione incredibile": l'italiana con la mano bionica

Non è un semplice arto meccanico che riesce a prendere e a rilasciare gli oggetti ma un vero e proprio prolungamento del corpo che da il dono della "percezione" a chiunque indossi la mano bionica

"Una sensazione incredibile": l'italiana con la mano bionica

La mano bionica impiantata a Loretana riuscirà a donarle le sensazioni di un arto naturale grazie alle percezioni trasmesse attraverso il sistema neurologico

Queste le prime parole di Loretana dopo aver provato l'arto:"Per la prima volta ho percepito la protesi come un naturale prolungamento del mio corpo e non come una parte esterna". Tutto è reso possibile grazie ad uno studio internazionale che, attraverso test e ricerche è giunto alla conclusione di riuscire a trasmettere per la prima volta ai nervi del braccio amputato le sensazioni che avrebbe una persona con una vera mano. Queste sensazioni aiutano la protesi a muoversi in maniera naturale grazie alla trasmissione di queste informazioni al cervello. Lo studio ha visto coinvolti vari istituti fa sapere Adnkronos: Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (Epfl), dell'università di Friburgo, della Fondazione Policlinico universitario Gemelli Irccs di Roma.

La stessa operazione era toccata qualche tempo prima ad Almerina.

La protesi della mano è oramai una pratica che viene fatta sempre più spesso, la particolarità dell'operazione qui risiede nel fatto che non sia stata messa soltanto una arto, il difficile sta nel riuscire a ricreare le sensazioni che tutti provano in maniera tale da rendere sempre più fluido e naturale il movimento. La percezione tattile viene tenuta in considerazione nell'installazione dell'arto che non è semplicemente robotico ma biotico. Il docente Silvestro Micera ha commentato così la riuscita dell'operazione:"I nostri risultati permetteranno di avere protesi di mano che siano allo stesso tempo efficaci e utilizzabili in modo naturale e non avvertite come un corpo estraneo. Ciò aumenterà in maniera significativa l’impatto clinico di queste tecnologie".

La Commissione Europea ha svolto un ruolo

fondamentale nello studio finanziando il progetto e permettendo alla Scuola superiore di Sant'Anna di Pisa di realizzare il sogno dello stesso istituto (oltre che delle pazienti) di riuscire a ricreare una mano "quasi perfetta".

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