Il teologo attacca Bergoglio: "Chiesa disintegrata e caricaturale"

La Chiesa "caricatura di se stessa". Ecco l'attacco di padre Weinandy, teologo francescano, che già a novembre si era scagliato contro Bergoglio

Il teologo attacca Bergoglio: "Chiesa disintegrata e caricaturale"

"Stiamo assistendo oggi alla disintegrazione della cattolicità della Chiesa, poiché le Chiese locali, a livello sia diocesano che nazionale, spesso interpretano le norme dottrinali e i precetti morali in vari modi contrastanti e contraddittori...", a parlare è padre Weinandy, teologo francescano residente negli Stati Uniti, che già nel novembre scorso aveva tuonato "contro" Papa Francesco, decidendo peraltro di abbandonare la posizione di consulente per il Comitato USCCB sulla dottrina. Un gesto che era risultato chiaramente polemico. Questa volta l'accusa arriva da Sidney, città in cui si è tenuta una conferenza della Notre Dame University dell'Australia.

In questo testo, riportato sul blog di Sandro Magister, il padre ha di nuovo evidenziato la "confusione" che sarebbe sorta in materia dottrinale a causa dell'ascesa di Bergoglio al soglio di Pietro: "È vero che la Chiesa del dopo Vaticano II era piena di divisioni, con dispute sulla dottrina, la morale e la liturgia. Queste controversie continuano tuttora. Tuttavia, durante i pontificati di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, non vi è mai stato alcun dubbio su ciò che la Chiesa insegna riguardo alla sua dottrina, alla sua morale e alla pratica liturgica. [...] Tale non è il caso, in molti modi significativi, dell'attuale pontificato di papa Francesco", ha esordito il francescano. La Chiesa cattolica, quindi, sarebbe sempre stata divisa, ma mai in modo così tangibile.

Il centro della questione, insomma, è sempre lo stesso: il pontificato dell'argentino avrebbe contribuito a far nascere, tanto tra i fedeli quanto tra gli uomini di Chiesa, un evidente scompiglio in fatto di tradizione. Il magistero di Francesco non sarebbe univoco e questo negherebbe, in qualche modo, una delle qualità essenziali dell'essere Papa: l' "unicità". Così tanto da minare la natura apostolica dell' intera istituzione ecclesiastica. Thomas Weinandy , poi, "attacca" poi sul capitolo ottavo di Amoris Laetitia, quello che apre alla comunizione per i cosiddetti "divorziati risposati" e che ha sollevato gli ormai celebri "dubia" di quattro cardinali (Brandmueller, Meisner, Caffarra e Burke), la Correctio filialis e altri documenti tesi alla "correzione" del Papa: "Una persona in grave peccato può ancora essere un membro della Chiesa, ma come peccatore grave questa persona non partecipa più della santità della Chiesa come uno dei santi fedeli - ha sottolineato il teologo -. "Ricevere la comunione in uno stato così lontano dalla santità vuol dire, insisto, produrre una menzogna, perché nel ricevere il sacramento si attesta pubblicamente di essere in stato di grazia e membro vivo della comunità ecclesiale, quando non lo si è". Le polemiche sull'esortazione apostolica di Bergoglio, nonostante l'approvazione delle linee guida adottate dai vescovi argentini, sembrano destinate a non terminare.

La Chiesa, per il francescano, è finita così per divenire, in riferimento all'eucarestia, una "caricatura di se stessa". L'intervento pubblico dell'americano, che è tradotto in quattro lingue sul blog citato, evidenzia come il Papa sia identificato come un "agente di divisione".

La "misericordia" tanto sbandierata da Bergoglio, in definitiva, starebbe contribuendo ad alimentare le divisioni contrariamente al suo intento originario, che sarebbe invece quello di unire in nome di un "bene superiore".

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