Terremoto, "C'era più sabbia che cemento" Così si è sbriciolata Amatrice

L'accusa del procuratore di Rieti: "La tragedia non può essere stata solo una fatalità". E i morti salgono a 284

Terremoto, "C'era più sabbia che cemento" Così si è sbriciolata Amatrice

"No, quanto accaduto non può essere considerato solo frutto della fatalità". È la dura accusa del procuratore capo di Rieti che indaga per disastro colposo e omicidio colposo per il terremoto che ha distrutto il Centro Italia.

"L'esperienza e la logica ci dicono che, ad Amatrice, le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro. E questo si chiama destino", dice Giuseppe Saieva a Repubblica, "Ma se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati. All'ingresso del paese ho visto una villa schiacciata sotto un'enorme tettoia di cemento armato. Poco lontano c'era anche un palazzo di tre piani che aveva tutti i tramezzi crollati. Devo pensare che sia stato costruito al risparmio, utilizzando più sabbia che cemento. Cose che accerteremo a tempo debito. Se emergeranno responsabilità e omissioni, saranno perseguite. E chi ha sbagliato, pagherà".

Sono oltre un centinaio gli edifici crollati solo nel reatino. La procura dovrà verificare caso per caso se sono stati costruiti o ristrutturati male negli ultimi 15 anni, da quando cioè è in vigore il testo unico sulla normativa antisismica. A partire dalla scuola materna e elementare Romeo Capranica di Amatrice, che si è sbriciolata nonostante fosse stata ristrutturata appena quattro anni fa.

La priorità resta al momento quella delle vittime. Una quindicina di persone mancano ancora all'appello ad Amatrice, dove si scava senza sosta per cercare i corpi.

Molte salme sono ancora da identificare e devono essere sottoposte ad esame medico-legale. Il bilancio ufficiale parla di 284 morti, ma si cercano ancora corpi senza vita tra le macerie dell'hotel Roma, ad Amatrice.

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