Neve nel Salento, un'antica profezia annuncia la fine del mondo

Matteo Tafuri il "Nostradamus" di Soleto, in provincia di Lecce, parlò di Apocalisse fra XV e XVI secolo

Neve nel Salento, un'antica profezia annuncia la fine del mondo

“La neve nel Salento annuncia la fine del mondo”. È l'antica profezia vaticinata da un "Nostradamus" salentino, Matteo Tafuri, in alcuni versi che in parte coincidono con l'antico stemma araldico della sua famiglia originaria di Soleto, un piccolo paese in provincia di Lecce.

Alchimista, mago, sapiente. Un Cagliostro ante litteram, ma con una grande carica profetica, Tafuri visse tra il XIV e il XVI secolo in Salento come ricordano salentoexp.blogspot.it e fanpage.it che ha rilanciato l'interessante narrazione del blog.
Le pesanti nevicate degli ultimi giorni in Puglia e in particolare nella provincia di Lecce vanno al di là dell'allerta meteo, dei disagi e del colore: la regione nota per la dolcezza del clima trasformata in una Siberia pocket con la particolarità di veder molti giocare a palle di neve sulle spiaggia d'estate prese d'assalto dai turisti. Oltre tutto questo, appunto, c'è la profezia di Soleto che mette i brividi al di là delle temperature polari.

Secondo le parole di Matteo Tafuri, due giorni consecutivi di neve nel Salento, avrebbero annunciato la fine del mondo. Ed effettivamente lo stile è quello delle apocalittiche quartine di Nostradamus: "Salento di palme e mite scirocco, Salento nevoso ma mai dopo il tocco. Due giorni di neve due lampi nel cielo, il Mondo finisce lo so non lo anelo." La traduzione di questo scritto, riportata dal blog "salentoexp", rimanda al diario di Tafuri (conosciuto come "il Socrate di Soleto"), celato sotto l'architrave della sua abitazione e rinvenuto di recente da alcuni ricercatori.

Le parole del "Nostradamus" salentino richiamano il simbolo della sua famiglia. Lo stemma con l'aquila bicipite rievocherebbero la profezia. Perché l'aquila bicipite, ricordano i due siti che hanno raccontato la singolare vicenda, è il simbolo orientale della bufera e del ghiaccio, la palma rievoca il caldo Salento e i due fulmini rappresentati sono la bufera di neve eccezionale.

Infine il numero due, i due giorni che profeticamente Tafuri ravvisa come quelli nei quali, le nevicate ininterrotte preparano alla fine del mondo.

Gli scongiuri sono di rito perché, come sempre, non è vero, ma ci credo.

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