"Danni alla Lombardia, l'Ue corregga gli errori"

Positivi i dati dell'economia in un momento difficile. Ma l'assessore Guidesi chiede un cambio di rotta

"Danni alla Lombardia, l'Ue corregga gli errori"
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Nonostante un contesto globale di grande incertezza e confusione, la manifattura lombarda tiene botta, con dati migliori rispetto a quelli del resto del Paese. Nel 2024, secondo le stime dell'Osservatorio economico di Unioncamere Lombardia, l'andamento del settore rimane stazionario, con una variazione media annua della produzione pari a meno 0,8 per cento per l'industria e alla pari per l'artigianato.

Numeri comunque superiori a quelli nazionali che registrano una contrazione del 3,7 per cento. Per quanto riguarda il fatturato, le oscillazioni restano minime mentre gli ordinativi soffrono maggiormente a causa del mercato interno ancora in affanno. Anche se i dati tendenziali mostrano segnali di miglioramento, con il comparto della chimica tra i più performanti. Il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio evidenzia che «tornano a crescere gli ordini esteri», mentre il governatore Attilio Fontana sottolinea «la tenuta dell'occupazione» e rivendica il ruolo della Lombardia «di motore dell'Italia», ma vorrebbe «un cambio di atteggiamento dall'Unione Europea» e stabilità in Germania, con i tedeschi alle prese con la formazione del governo dopo le elezioni. «Non dimentichiamo che nel campo manifatturiero sono uno dei nostri principali clienti».

Fondamentale, secondo l'assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, sarà correggere a Bruxelles «quegli errori che stanno danneggiando il sistema produttivo ed economico del continente con il rischio di de-industrializzazione». All'orizzonte, oltre al problema dei costi dell'energia troppo elevati anche a causa della speculazione finanziaria, c'è lo spettro dei dazi americani. Che sicuramente, se introdotti, «impatteranno negativamente sulle nostre imprese» dice senza giri di parole il nuovo presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini. «La Cina - aggiunge - riverserà gran parte dei propri prodotti all'interno dell'Europa e se non ci proteggiamo con misure di salvaguardia, rischiamo di essere invasi».

Guidesi, sull'argomento, ribadisce la speranza di vedere nascere un mercato globale Usa-Ue con un patto atlantico economico «che sia reciprocamente vantaggioso». E si rivolge a coloro che vedono nella Cina un partner per l'Europa: «Se non è bastato quello che è successo negli ultimi anni...». Sul fronte interno, invece, l'assessore mette nel mirino Industria 5.

0, una misura che «non funziona; e quando una cosa non funziona va corretta e cambiata». D'accordo con lui anche Pasini: «È partita malissimo. Su sei miliardi, sono stati spesi sì e no 300 milioni. Industria 5.0 va rivista».

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