Blackstone vuole 505 milioni da Rcs

Per il gruppo la richiesta è infondata e il danno inesistente. Accantonamenti non previsti

Blackstone vuole 505 milioni da Rcs

Blackstone riapre a New York la battaglia legale sugli immobili di via Solferino e presenta un conto complessivo a Rcs di 600 milioni di dollari (505 milioni di euro). Ieri, a un mese e mezzo dalla chiusura del lodo arbitrale di Milano, i legali del fondo Usa hanno depositato presso la Supreme Court of New York l'istanza per la riunificazione delle due cause, inizialmente distinte, quella contro l'editore milanese e quella nei confronti del suo presidente e ad Urbano Cairo, per la mancata rivendita dell'immobile ad Allianz e per danni reputazionali e non solo. Rcs dovrebbe avere trenta giorni di tempo per rispondere, depositando documenti e memorie.

Si tratta, per ora, dell'ultimo atto di una lunga saga giudiziaria iniziata quando, nel 2018, Cairo ha preso per carta e penna per contestare al fondo Usa la cessione della storica sede del Corriere della Sera avvenuta cinque anni prima per 120 milioni di euro invocandone la nullità. A giudizio di Cairo la compravendita del 2013 sarebbe avvenuta a un prezzo non adeguato al valore delle proprietà a causa delle difficoltà finanziarie attraversate al tempo dall'editore. Insomma, Blackstone avrebbe colto al balzo il momento per pagare un prezzo eccessivamente basso. L'arbitrato milanese appena chiuso ha riconosciuto la transazione come legittima. Ma i rilievi mossi da Cairo hanno decretato il tramonto della cessione quasi ultimata delle stesse proprietà da Blackstone ad Allianz per 280 milioni, facendo sfumare la plusvalenza.

Nell'atto depositato da Blackstone, il fondo Usa ribadisce di essere sempre stato trasparente nell'intenzione di voler rivendere l'immobile entro cinque anni dall'investimento iniziale senza considerare che «nel 2013 Rcs ha ceduto gli immobili a Blackstone in seguito un processo di vendita regolare che ha visto la partecipazione di diversi offerenti» e ancora che «l'offerta di Blackstone è stata riconosciuta come la migliore sul tavolo e in linea con le valutazioni dei consulenti». «L'interferenza», definita negli atti depositati da Blackstone come «calunniosa, maligna, priva di alcuna base legale e puramente estorsiva», nient'altro che «un ricatto spudorato», avrebbe causato danni massicci al fondo, di cui 300 milioni di dollari imputabili sola alla mancata vendita.

«Riteniamo che il procedimento aperto presso il tribunale di New York sia infondato e, ancora prima, privo di giurisdizione. Senza considerare che l'arbitrato milanese ha disposto la compensazione delle spese e respinto le domande risarcitorie fondate su un preteso comportamento temerario e di mala fede da parte di Rcs», sostengono fonti vicine all'imprenditore torinese. Da Via Solferino, inoltre, si fa notare come gli immobili oggetto della contesa siano a tutt'oggi nel portafoglio del fondo Usa che, considerando il boom immobiliare di cui è protagonista il centro di Milano, potrebbe probabilmente venderli a un prezzo migliore rispetto a quello concordato con Allianz nel 2018.

Sul tema Consob potrebbe invitare Rcs a chiarire a stretto giro la propria posizione.

L'editore, infatti, ritenendo infondati presupposti della causa, non ha mai effettuato accantonamenti a bilancio nonostante il valore complessivo del giudizio arrivi a una volta e mezza l'attuale capitalizzazione di mercato del gruppo. Rcs potrebbe quindi confermare la propria posizione o decidere di cautelarsi dal rischio effettuando, già con la semestrale in uscita il 31 luglio, eventuali stanziamenti.

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