La tassa nascosta del Covid da 4.800 euro

L’associazione a tutela dei consumatori "Consumerismo No Profit" ha promosso un’indagine sulle spese affrontate dalle famiglie italiane per combattere la pandemia

La tassa nascosta del Covid da 4.800 euro

Nessuno potrà più restituire al mondo intero ciò che il Covid-19 sta togliendo dal punto di vista emotivo. Le restrizioni, ma soprattutto la malattia, hanno reso il tenore di vita qualitativamente più basso. La conseguenza più pesante riguarda il deterioramento della salute, anche mentale, con un aumento considerevole di persone di ogni età che ricorrono alle cure psicologiche. Il Coronavirus, però, dopo due anni, incide in maniera considerevole sulle tasche delle famiglie. L’associazione a tutela dei consumatori Consumerismo No Profit, come riporta il quotidiano Il Giorno, ha promosso un’indagine sui costi stretti affrontati dagli italiani per combattere la pandemia.

Solo se consideriamo l'acquisto di mascherine e tamponi, un nucleo familiare italiano di quattro persone può arrivare a spendere fino a 4.824 euro all'anno. Adesso, con i nuovi provvedimenti sulle Ffp2, diventate obbligatorie nei luoghi pubblici, il conto diventerà ancora più salato. L’unica nota positiva è il prezzo calmierato disposto per le farmacie, le quali sono costrette a vendere questo dispositivo a 0,75 euro, mentre sul web le cifre sono ancora variabili e vanno da 0,40 a 2,50 euro al pezzo. Le mascherine chirurgiche, invece, il cui utilizzo era massiccio fino a qualche settimana fa, restano al prezzo medio di 0,20 euro a dispositivo.

Il vero salasso per le famiglie italiane, comunque, è provocato dai tamponi che, con l’arrivo della variante Omicron, sono aumentati in maniera esponenziale. È diventata abitudine ormai, già dal periodo delle vacanze natalizie, farsi “tamponare” prima di incontrare parenti o amici, tanto che le farmacie e i laboratori di anali sono presi d’assalto da tante persone. I prezzi cambiano a seconda del test a cui si decide di sottoporsi. Il sierologico costa tra i 20 e i 30 euro, mentre il tampone antigenico, eseguito solitamente nelle farmacie, ha il prezzo fissato a 15 euro. Molto più oneroso il tampone molecolare che varia tra i 60 e i 140 euro.

L’oscillazione è dovuta alle diverse tempistiche per ottenere il risultato e alla regione di residenza. Al nord i molecolari costano di più rispetto al centro e al sud Italia. Solo per i tamponi, Consumerismo No Profit ha calcolato che ogni cittadino italiano spende circa 1.200 euro all’anno, mentre un nucleo familiare composto da tre persone arriva a pagare per questi dispositivi di sicurezza fino 3.618 euro annui.

Le associazioni che tutelano gli interessi dei consumatori sono sul piede di guerra e chiedono da tempo che il costo di mascherine e tamponi siano completamente a carico del servizio sanitario nazionale per quelle famiglie il cui Isee non superi i 20mila euro all’anno. Oltre questa cifra, si potrebbe garantire la deducibilità della spesa al 50%.

D’altronde se si valutano anche i costi della quarantena, con il servizio di consegna a domicilio, l’acquisto di medicinali per curare il Covid-19 e il maggior consumo di energia elettrica e di gas, il peso economico sui nuclei familiari aumenta ancora di più.

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