Mps, Anima tende la mano all'aumento

Pronta a versare fino a 250 milioni, ma rafforzando l'alleanza

Mps, Anima tende la mano all'aumento

Anima Holding tende la mano a Monte Paschi nella difficile ricapitalizzazione da 2,5 miliardi attesa a fine ottobre. La società di gestione del risparmio, forte di una cassa di 350 milioni, sarebbe pronta a mettere a disposizione di Mps tra i 150 e i 250 milioni. Risorse che potrebbero risultare preziose per la riuscita di un'operazione resa più complessa dalla contesto macroeconomico. Dato che nessun pasto è gratis Anima, che non è un anchor investor ma un partner industriale, chiederà un rafforzamento dell'alleanza nel risparmio gestito, in scadenza nel 2030, rafforzamento a cui stava lavorando già l'estate scorsa con l'ex ad, Guido Bastianini.

La dimensione dell'impegno di Anima dipenderà dall'intensità con cui verranno stretti i bulloni dell'alleanza, a partire dal suo orizzonte temporale. Al momento Anima e Rocca Salimbeni non hanno intavolato alcuna discussione, ma i giochi potrebbero entrare nel vivo dopo che l'assemblea del 15 settembre avrà approvato la ricapitalizzazione.

L'ad Luigi Lovaglio dovrà infatti trovare sottoscrittori per i 900 milioni non coperti dal Tesoro, primo azionista del Monte con una quota del 64 per cento. In questo contesto l'assist di Anima potrebbe rivelarsi molto comodo, come pure potrebbe esserlo quello di Axa, interessata a difendere la sua partnership nella bancassicurazione. Sulla partecipazione all'aumento «vedremo», ha detto recentemente al Sole 24 Ore il ceo dei francesi Thomas Buberl, definendo l'alleanza con Siena «una storia di successo».

D'altra parte, con una capitalizzazione di Borsa scesa a 300 milioni, pari a un ottavo dell'aumento, Monte Paschi potrà proporre uno sconto limitato ai nuovi investitori e si troverà a trattare a multipli superiori, come rapporto tra valore di Borsa e patrimonio netto, rispetto a competitor del calibro di Banco Bpm e Bper. Elementi che non giocano a favore di Siena che, peraltro, per assicurarsi la presenza del consorzio di garanzia necessita del «feedback positivo» degli investitori. Presentarsi con un prospetto in cui - oltre all'impegno del Tesoro, ci fosse quello di Anima e Axa - potrebbe quindi dare una spinta.

Non a caso, dopo i tanti segni meno delle ultime settimane, ieri Mps ha chiuso in Piazza Affari con un balzo del 6,8%, a 0,305 euro.

L'ingresso di Anima e Axa avrebbe però anche degli effetti collaterali, irrigidendo Mps per quanto riguarda le nozze: il potenziale futuro acquirente di Siena si troverebbe infatti vincolato su due business rilevanti come le polizze e il risparmio gestito.

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