Esplosione nella centrale nucleare di Fukushima Tre abitanti della zona sarebbero contaminati

Un esplosione ha distrutto il tetto e le mura di uno degli edifici della centrale. Prima aumento dei livelli di radioattività, poi un calo. Il governo assicura: "Non è esploso il reattore". Tre persone sarebbero contaminate. L'Agenzia giapponese per la sicurezza: "Incidente di livello 4 su 7". Ma l'esperto rassicura: "Centrali sicure" 

Esplosione nella centrale nucleare di Fukushima 
Tre abitanti della zona sarebbero contaminati

La terra nipponica trema ancora e la paura di un disastro nucleare diventa sempre più reale. Questa mattina - le 15,36 in Giappone -  un'esplosione ha distrutto uno dei quattro edifici che compongono la centrale nucleare giapponese di Fukushima - a 250 chilometri da Tokyo - polverizzando tetto e mura dell'edificio che conteneva uno dei reattori e ferendo quattro dipendenti. Gli abitanti della zona entro un raggio di 20 km sono stati immediatamente allontanati, ma tre persone sarebbero state contaminate dalle radiazioni. I tre si trovavano in una scuola superiore vicino alla centrale con altri 90 sfollati, ora sotto osservazione clinica. Poco dopo l’esplosione, c'è stato un innalzamento dei livelli di radioattività, poi calati. 

Le autorità rassicurano, media allarmisti  La compagnia Tepco (Tokio Electric Company), che gestisce la centrale è riuscita a depressurizzare il container attorno al reattore nucleare. Il vicesegretario di gabinetto giapponese per i rapporti con il pubblico, Noriyuki Shikata ha spiegato che l’esplosione "è stata causata da un accumulo di idrogeno combinato con l’ossigeno nello spazio fra il container e la struttura esterna. Il container non è stato danneggiato". Il governo giapponese è intervenuto subito inviando sul posto una squadra di super pompieri, come ha dichiarato il portavoce Yukio Edano. La televisione pubblica NHK ha chiesto a chi abita poco al di fuori di restare chiusi in casa e chiudere le finestre. E a televisione TBS lancia l'allarme: le radiazioni emesse in un’ora nei dintorni della centrale equivale a quelle assorbite in un anno da un corpo umano. Anche il governo giapponese parla di situazione "potenzialmente molto grave", anche se esorta la popolazione a mantenere la calma. Edano ha precisato che l’esplosione non ha interessato il reattore e che il livello di radiazione dopo la deflagrazione è sceso. Le autorità distribuiranno al più presto iodio alla popolazione. La sostanza, che fu distribuita anche a Chernobyl, protegge dalle radiazioni.

Incidente di livello 4 L’incidente è stato valutato dall'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare e industriale di livello 4 su una scala di 7.L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha richiesto "urgentemente" informazioni al Giappone sull’esplosione, ma ritiene che siano "improbabili" gravi danni al reattore. L’Agenzia però precisa di monitorare con attenzione l’evolversi della situazione, soprattutto nelle due centrali di Fukushima, dove sono stati riportati problemi di raffreddamento ai reattori. 

Non un'esplosione nucleare Gli esperti sono concordi: non è una nuova Chernobil. Il fisico del Cnr, Valerio Rossi Albertini analizza la situazione in base ai dati diffusi finora e sostiene che "c’è stato un surriscaldamento dovuto alla mancanza di liquido di raffreddamento che ha prodotto un’esplosione di tipo tradizionale e non di tipo nucleare. Il vapore fuoriuscito si tratta di una sostanza potenzialmente a rischio perchè stando a contatto con materiale radioattivo viene a sua volta attivato. Non si tratta però di un rilascio accidentale ma controllato che ha lo scopo di diminuire la pressione per evitare e scongiurare pericoli maggiori". Anche l'Autorità francese per la sicurezza nazionale (Asn) crede sia stata un’esplosione di origine chimica e non nucleare. "Sulla base delle informazioni disponibili, non siamo in presenza di una esplosione nucleare tipo quella di Chernobil ma di una esplosione di origine chimica legata alla presenza di idrogeno", Olivier Gupta, direttore generale di Asn, "Il che non significa che l’esplosione non abbia generato delle fughe radioattive".

Per Jean-Mathieu Rambach, ingegnere presso l'Istituto di Radioprotezione e di Sicurezza Nucleare, poi, "l’esplosione di questa mattina non giustifica la gravità della situazione poiché la radioattività misurata non è elevata. Una esplosione del reattore non è ancora esclusa ma non siamo in presenza di una reazione nucleare. Poiché (contrariamente a Chernobil), i reattori sono stati fermati".


 

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