Gb, per controllare i figli boom di cani antidroga

E' l'ultima tendenza inglese: prendere in affitto cani antidroga per fargli ispezionare le stanze dei propri figli in cerca di sostanze stupefacenti. Scoppia la polemica: "E' una violazione della privacy"

Gb, per controllare i figli 
boom di cani antidroga

Londra - Una volta erano i migliori amici dell'uomo ora potrebbero diventare i migliori colleghi di mamma e papà. I genitori, si sa, sono apprensivi e Oltremanica hanno deciso di passare alle misure radicali. Cani antrodroga per controllare i figli. Negli ultimi anni c’è stato un notevole incremento nel numero di genitori britannici che affitta un cane specializzato nell’individuare droghe per perquisire la stanza del proprio figlio: lo ha detto la Chilport Uk, un’impresa britannica che fornisce servizi di sicurezza, tra cui la possibilità di utilizzare un cane antidroga per 50 sterline l’ora.

I cani controllano i ragazzi Così i cani fanno quello che i genitori non vogliono fare: frugare nella vita dei figli. Secondo un responsabile dell’impresa di Portland, nel Dorset, i cani antidroga danno ai genitori una possibilità "unica e non intrusiva" di verificare se loro figlio stia facendo uso di sostanze illecite: "In questo modo i genitori non sono costretti a frugare tra gli oggetti personali del figlio o leggere i suoi diari segreti", dicono. Ma l’ente caritatevole "Parentline Plus", che si occupa di questioni famigliari, si è dichiarata fortemente contraria a questo tipo di "invasione della privacy", che secondo loro "compromette la fiducia dei figli in un età particolarmente precaria".

Rapporto di fiducia Ma secono molti la strada migliore rimane quella tradizionale: il dialogo. Suzie Haymon, a capo dell’organizzazione, ha detto: "Se un genitore sospetta che il figlio faccia uso di droghe, dovrebbe innanzitutto parlargli, prima di infilare un cane anti-droga nella sua stanza.

Ho visto infiniti casi in cui un’azione intrusiva ha rovinato per sempre un rapporto, e ha fatto perdere al figlio qualsiasi tipo di fiducia nel genitore". Ma la società che fornisce il servizio difende il suo businnes: "Se un genitore decide di perlustrare la stanza del figlio a sua insaputa, chiaramente il rapporto di fiducia è già stato compromesso".

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