Picchiata nei tunnel di Hamas, l'ostaggio israeliano torna a casa: "Dicevano di credere nel Corano"

Hamas ha diffuso un video, in cui si vedono alcuni suoi uomini trattare con gentilezza le due anziane israeliane liberate nella notte tra il 23 e il 24 ottobre. Un tentativo di propaganda in cui molti sono cascati. Yocheved Lifshitz racconta la sua prigionia

Picchiata nei tunnel di Hamas, l'ostaggio israeliano torna a casa: "Dicevano di credere nel Corano"
00:00 00:00

Hamas ha liberato altri due ostaggi nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 ottobre. Le due anziane, Nurit Cooper (79 anni) e Yocheved Lifshitz (85 anni) sono state consegnate dai terroristi di Hamas agli operatori della Croce Rossa, che hanno poi provveduto a trasferirle sotto la tutela dell’esercito di Tel Aviv vicino al valico di Rafah. I loro mariti sono ancora tra gli oltre 200 prigionieri trattenuti a Gaza.

Il movimento palestinese ha diffuso sui social un video della liberazione delle due donne, un minuto di pura propaganda a favore del gruppo terroristico in cui si vedono due uomini, armati e a volto coperto, che conducono per mano le anziane israeliane. Le fanno sedere e offrono loro cibo e qualcosa da bere, nell’attesa dell’arrivo della Croce Rossa.

Il tentativo di Hamas di mostrarsi gentile e umano con gli ostaggi è palese, nonostante sia chiaro che le due donne siano terrorizzate. Yocheved Lifshitz ha gli occhi sbarrati e, in certi momenti, si guarda attorno come se non capisse cosa stia succedendo. Prima di allontanarsi stringe la mano a uno dei terroristi e lo saluta. Un gesto che potrebbe essere riconducibile ad una dissociazione provocata dal trauma di ciò che ha visto o subito, oppure un tentativo di ingraziarsi con piccoli gesti coloro che detengono suo marito. Per molti, però, è un segno inequivocabile della riconoscenza dei prigionieri per come sono stati trattati.

L’ex prigioniera 85enne ha effettivamente riferito che i miliziani hanno trattato lei e gli altri ostaggi con gentilezza. “Si sono presi cura dei nostri bisogni e ci hanno detto 'crediamo nel Corano’ e che non ci avrebbero fatto del male”. Tutte belle parole, pronunciate però dopo che i terroristi l’hanno portata nei tunnel sotterranei, dove l’hanno picchiata con dei bastoni.

Hamas rilascia due prigionieri anziani. Una di loro si rifiuta di andarsene prima di aver stretto la mano a un combattente di Hamas e avergli dato l'addio”, scrive un utente su X (ex Twitter). “Sono certo che uno o più prigionieri di Hamas si convertiranno all'Islam quando saranno rilasciati”. Parole che fanno rabbrividire e che sembrano provenire da una realtà parallela, in cui i terroristi palestinesi non si sono macchiati le mani con il sangue di 1400 civili innocenti, non hanno decapitato bambini e non hanno bruciato vive intere famiglie nelle loro case.

Hamas rilascia due ostaggi, presumibilmente per motivi umanitari. Si noti l'interazione finale tra un ostaggio e il suo rapitore. Hamas è l’Isis? Non credo, capo”, commenta un alto utente, e la lista di scioccanti assurdità continua. “Per coloro che hanno detto che Hamas ha ucciso i loro ostaggi e li ha uccisi brutalmente, che tipo di brutalità hanno inferto a questa anziana donna israeliana? Anche stringere la mano è una cosa brutale?”.

L’autore di quest’ultimo commento si dimentica di specificare che, per i terroristi palestinesi, gli ostaggi sono merce preziosa.

Israele ha sempre impiegato risorse notevoli nella liberazione dei suoi cittadini rapiti da Hamas e, al momento, sono probabilmente uno dei fattori che stanno costringendo le Idf a posticipare l’invasione di terra.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica