Le tre logiche ragioni di Trump, quant'è finto Fedez e Massari: quindi, oggi...

Quindi, oggi...: il video di The Donald su Gaza, la "semplificazione europea" e Musk

Le tre logiche ragioni di Trump, quant'è finto Fedez e Massari: quindi, oggi...

- Secoli di diplomazia. Decenni di studi sulle relazioni internazionali. Anni passati all’Onu a cambiare le virgole nelle inutili dichiarazioni da votare in Assemblea solo per curare l’apparenza. Poi arriva Donald Trump e mentre c’è una guerra in corso tra Israele e Hamas, pubblica un video fatto dall’AI in cui si vede la Striscia di Gaza trasformata nel famoso resort a cinque stelle, tra statue d’oro e ville da sogno, di cui aveva parlato qualche settimana fa. Va dato atto a Trump di aver rotto un velo di ipocrisia nella gestione Usa del mondo: sa di essere a capo di una potenza mondiale, quasi imperialista, non se ne vergogna e soprattutto non lo nasconde dietro belle parole sull’esportazione della democrazia. Vuole le terre rare dell’Ucraina? Lo dice. Vuole trasformare Gaza anche se non gli complete? Lo mostra. Sarà inaccettabile, certo, ma tutto sommato non so dire se sia peggio questo o le campagne Usa in Iraq e Afghanistan.

- Ho visto due minuti di “7 giorni con Fedez: la verità dietro al suo Sanremo” dello youtuber Ale Della Giusta. Ben fatto, sia chiaro. Molto ben fatto. Ma dopo la farsa di “Ferragnez”, la serie tv su Federico Lucia e la ex moglie Chiara Ferragni, inclusa la puntata "Speciale Sanremo", come puoi pensare che la gente creda ancora al “vero” Fedez? Il Federico che fa errori e poi chiede scusa, quindi ricomincia daccapo come se nulla fosse. Resterà sempre il dubbio che sia tutto costruito, falso, fatto a favor di telecamera. Quindi costruito. Potrà anche essere reale, vero, profondo. Ma ormai credergli è impossibile.

- "L'Europa" vuole "semplificare" le sue regole e "sa riformarsi, senza motosega, ma con uomini e donne competenti, che ascoltano gli attori economici". Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea responsabile per l'Industria, Stéphane Séjourné, presentando il Clean Industrial Deal. Simpatica, come barzelletta. Cioè siamo il Continente che legifera sulla curvatura delle zucchine, che regolamenta l’Intelligenza Artificiale prima ancora di averla sviluppata, e abbiamo davvero il coraggio di sostenere che siamo in grado di semplificare?

- Una qualche ragione Matteo Salvini ce l’ha: “Se l’esercito europeo lo guida Von der Leyen, allora dura 20 minuti”. Il punto infatti non è coordinare le forze armate di Italia, Francia, Spagna e Germania: questo, in qualche modo, già avviene anche grazie alla Nato. Il punto è capire chi comanda. Perché l’Unione Europea, agglomerato di Stati nazionali che più o meno condividono mercati e finanza ma poco altro, non sono in grado di mettersi d’accordo su cosa fare in Ucraina, figuratevi se devono scegliere chi comanda carri armati e bombe. Ah, che poi vi immaginate gli eserciti europei uniti in un contingente unico mentre i servizi segreti lavorano separatamente? Mi volete davvero far credere che gli 007 militari di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia non si spierebbero a vicenda? Perché fidarsi è bene, ma…

- Grandi polemiche per le chiacchiere (o frappe, vedete voi) che Iginio Massari vende a 100 euro al kg, contro i 6 euro e spicci del supermercato. Qualcuno sostiene che esageri, che così il cibo diventa un lusso come gli abiti di Gucci. Ma scusate, dove sarebbe il problema? Non stiamo parlando di pane, latte e verdura. Ma di dolci, decisamente superflui per la sopravvivenza al pari di una borsetta di Hermes. Il punto quindi non è il prezzo a cui la merce viene messa in vendita nel mercato libero, dove il compratore può scegliere se acquistarle da Massari o da Esselunga. Il punto è capire se il dolcetto del grande chef troverà qualcuno disposto a pagare così tanto per un dessert che mia nonna realizzava con due lire. Se Massari trova un elevato numero di polli, bravo lui e meglio per l’economia: quando i soldi girano, fa solo bene al sistema. Pensate solo che una frappa dello chef venduta a 100 euro versa molti di più soldi allo Stato in Iva di quanto non faccia la chiacchiera industriale. È così che si pagano stipendi pubblici e sanità.

- Uno capisce che i forum e gli incontri a cui partecipano i politici sono spesso inutili quando senti i Commissari europei dire tutto e il contrario di tutto, basta che siano gli slogan che mettono tutti d’accordo. Dan Jørgensen, commissario europeo per l'Energia e l'edilizia abitativa, ha spiegato che il problema delle aziende europee si chiama “energia”: la paghiamo due o tre volte più che Cina e Stati Uniti, così come le nostre famiglie spendono in bolletta più dei loro amici americani o cinesi. Bene. E questo lo sapevamo da soli, senza neppure aver bisogno di leggere il rapporto Draghi. Cosa dovrebbe però fare un buon politico? Indicare la strada per risolvere il problema, non solo denunciarlo. Ed ecco allora il piano dell’Ue: smettere di acquistare gas russo (grande idea, visto che è proprio da quanto ci sono guerra e sanzioni che il prezzo dell’energia è schizzato in alto) e decarbonizzare le nostre economie perché “i cambiamenti climatici sono devastanti”. Bene. Mi spiega, Jørgensen, come possiamo ridurre il prezzo dell’energia per le industrie senza gas e puntando sul verde? Con le pale eoliche? Col solare? Oppure riuscirà a convincere tutti gli Stati ad aprire centrali nucleari a gogo, Germania inclusa?

- Ad esempio, ho letto questo spettacolare passaggio su un sito specializzato di energia, evidentemente schierato sul fianco green. Dopo la chiusura delle centrali nucleari, “la Germania ha registrato una produzione record di energia rinnovabile, il minor utilizzo di carbone degli ultimi 60 anni, un calo dei prezzi dell’energia in tutti i settori e una diminuzione del 10% delle emissioni”. Fichissimo. E come ha fatto? “Tutto ciò anche grazie al rallentamento dell’economia, che ha quindi determinato minori consumi e minori emissioni”. Cioè, avete capito? Tutto bello, tutto verde, tutto green, ma solo grazie al fatto che la Germania si è impoverita ed è caduta in recessione. Bisogna essere proprio dei geni del male per pensare che sia positivo. Come pensate che manterremo il nostro benessere se continuiamo a non crescere economicamente? Come pagheremo le pensioni? E la sanità? Sveglia, o sarà troppo tardi.

- Anche perché mentre noi pensiamo a chiudere i rubinetti del gas russo e a decarbonizzare, gli Usa riprenderanno a trivellare (Drill baby Drill) e i cinesi insisteranno a bruciare carbone. Quindi il nostro suicidio sarà inutile, oltre che autolesionista.

- "Abbiamo sostenuto con forza la politica del presidente Trump che punta a promuovere l'industria manifatturiera americana. Nelle prime 100 ore della nuova amministrazione abbiamo annunciato grandi investimenti negli Stati Uniti". Lo ha detto John Elkann, presidente di Stellantis. Mi ricorda moltissimo Zlatan Ibrahimovic, che ad ogni nuova squadra dichiarava di aver sempre sognato di indossare quei colori. Salvo poi andare altrove.

- Mentre noi siamo qui a chiacchierare, in Romania arrestano il candidato alle presidenziali, Calin Georgescu, proprio mentre sta andando a registrare la sua candidatura. Non s’è ancora ben capito di cosa lo accusino, né quali prove ci siano a sostegno. E comunque ogni principio giuridico europeo viole che chiunque, anche i tifosi di Putin, siano innocenti fino a prova contraria. Invece nel Paese membro Nato e dell’Ue, nel silenzio generale, la Corte Costituzionale annulla le elezioni solo perché le ha vinte uno poco gradito, basandosi su sospetti e senza alcuna sentenza, poi lo fa fermare proprio quando vorrebbe ripresentarsi alla nuova tornata elettorale. Questa storia puzza, ma puzza di brutto. O meglio: fosse successo in Russia, avremmo senza dubbio protestato.

- David Shipley, capo degli editoriali del Washington Post, si è dimesso dopo che Jeff Bezos ha chiesto un radicale cambio di linea e chiesto che in quelle pagine ci si occupi solo di "libertà individuali e libero mercato". "Dopo una lunga riflessione, David ha deciso di fare un passo indietro", ha annunciato lo stesso Bezos. ”Rispetto la sua decisione, gli avevo chiesto di essere convinto al 100% del cambiamento o di andarsene”. Vedrete che domani scorreranno fiumi di inchiostro scandalizzato. Ma è normale sia così. L’editore mette i soldi, l’editore sceglie il direttore che meglio rappresenta i suoi principi e quando le due posizioni non collimano il primo licenzia il secondo. Facile. E pure giusto.

- “Vogliamo mantenere tutti i lavoratori pubblici che svolgono lavori essenziali", ha detto Elon Musk presentando il suo piano di taglia alla spesa pubblica in un Paese con un deficit di 2mila miliardi di dollari. Che poi come frase sarebbe banale e scontata.

- Trump ha detto tre cose intelligenti. La prima: è difficile, se non impensabile, che l’Ucraina possa entrare nella Nato se vuole davvero la pace con la Russia. Magari altre garanzie di sicurezza, ma non la Nato: per Putin sarebbe come sconfessare il motivo, vero o presunto, per cui ha avviato l’invasione. Secondo: gli Usa non alleggeriranno le sanzioni alla Russia finché “non avrò capito se troveremo un accordo”. Il che è logico. Terzo: l’obiettivo è quello di cercare “un buon accordo” per l’Ucraina “così che possa riavere più terra possibile”. Il che vuol dire non tutto, ma il più possibile.

Ecco spiegata all’Europa la differenza tra il pragmatismo e l’ideologia: tutti vorremmo che Kiev potesse riottenere tutto, inclusa la Crimea; ma è impossibile. Bisogna invece cercare la migliore delle soluzioni possibili, senza incaponirsi sui principi.

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