Berlusconi attacca i giudici: "Persecuzione intollerabile"

Il Cav nella morsa della magistratura rossa: in cinque mesi due condanne. Nelle prossime settimane altre due sentenze. Berlusconi: "Intollerabile una simile persecuzione"

Berlusconi attacca i giudici: "Persecuzione intollerabile"

Il Pdl ha già reagito compatto. Un fronte comune per arginare l'assalto giudiziario della magistratura che le sta provando tutte per far fuori dall'agone politico Silvio Berlusconi dopo che, alle ultime elezioni politiche, è riuscito a mettere i bastoni tra le ruote a Pier Luigi Bersani nella corsa verso Palazzo Chigi. La condanna a un anno di reclusione per il reato di concorso in rivelazione del segreto d’ufficio è la seconda in cinque mesi arrivata a carico dell’ex premier in processi al tribunale di Milano. Nelle prossime settimane ne sono attese altre due. "È davvero impossibile tollerare una simile persecuzione giudiziaria - ha tuonato il Cavaliere - dura da vent’anni e si ravviva ogni qual volta vi sono momenti particolarmente complessi nella vita politica del Paese".

Mentre il tribunale di Milano metteva a segno l'ennesimo attacco a Berlusconi, nella sede nazionale di via dell’Umiltà, il Pdl dava il via libera definitivo alla manifestazione del prossimo 23 marzo. L’appuntamento diventa, dunque, ufficiale: si terrà a Roma, in piazza del Popolo, dopo il diniego di piazza San Giovanni. Per l’occasione tornerà lo slogan "Forza, Italia!". L'instabilità politica, dovuta all'incapacità di Pier Luigi Bersani di formare un esecutivo in grado di governare stabilmente, e l'accanimento giudiziario, messo in atto da certe procure marcatamente anti berlusconiane, hanno spinto il Cavaliere a portare in piazza il popolo di centrodestra per protestare contro l’oppressione fiscale e contro ogni intimidazione giudiziaria. Basta, infatti, dare un'occhiata alla strategia di accerchiamento attuata dalla magistratura per capire che, dopo il voto, è partito un vero e proprio assalto al leader del Pdl. Il 26 ottobre 2012 Berlusconi è stato, infatti, condannato dalla prima sezione penale del tribunale di Milano a quattro anni di reclusione (di cui tre coperti da indulto) per l’accusa di frode fiscale, nel processo su presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. Oggi è, invece, arrivata quella nel processo sulla pubblicazione sul Giornale del 31 dicembre 2005 della telefonata tra l’ex segretario dei Ds Piero Fassino e l’allora numero uno di Unipol Giovanni Consorte ("Allora, abbiamo una banca!"), intercettata in piena scalata della compagnia bolognese su Bnl e non ancora trascritta agli atti dell’inchiesta che stava conducendo la procura di Milano. Berlusconi ha contestato apertamente la condanna di oggi denunciando "una persecuzione giudiziaria che dura da vent'anni e che si ravviva ogni qual volta vi sono momenti particolarmente complessi nella vita politica del Paese". Il Cavaliere è stato oggetto di svariati articoli di giornali e servizi televisivi in cui venivano divulgate fotografie, stralci di intercettazioni e notizie di indagini. Sebbene il materiale fosse sempre coperto da segreto e vigesse il divieto di pubblicazione, i media progressisti non si sono mai sottratti dal divulgarli. "Ho presentato decine di denuncie in merito e mai e poi mai si è arrivati ad un processo - ha raccontato l'ex premier - in un caso hanno addirittura smarrito il fascicolo con la mia denuncia".

Alle toghe di Milano poco importa se la condanna per il processo Unipol si prescriverà a metà settembre, dal momento che la persecuzione giudiziaria è solo all'inizio. Gli appuntamenti per azzoppare il Cavaliere non sono certo finiti. E i giudici si preparano ad affilare le baionette nel tentativo di dare il colpo di grazia. "Sono ben conscio che anche nei prossimi appuntamenti giudiziari non vi sarà spazio per le doverose assoluzioni che dovrebbero essere pronunciate nei miei confronti - ha spiegato Berlusconi - solo in Corte di Cassazione sarà possibile, come accaduto puntualmente ieri, ottenere giustizia". Le altre due sentenze sono quella sul Rubygate (attesa per il 18 marzo), nel quale le accuse rivolte all’ex premier sono di concussione e prostituzione minorile, e quella di appello sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv da parte del gruppo Mediaset (attesa per il 23 marzo).

In questo procedimento, la procura generale di Milano ha già chiesto la conferma della condanna a quattro anni, mentre nel processo Ruby la requisitoria della procura terminerà domani con la richiesta che sarà formulata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini.

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