Prodi, spunta un nuovo caso. L’affondo di Cruciani: "Prima dicono cazzate, poi...".

Il Professore intollerante nei confronti di una giornalista de Lo Stato delle cose: "Meno male che lo ha fermato l’uomo della scorta"

Prodi, spunta un nuovo caso. L’affondo di Cruciani:  "Prima dicono cazzate, poi...".
00:00 00:00

Il caso Prodi-Orefici sta avendo una coda lunga soprattutto a causa dell'imbarazzante difesa a oltranza di quel gesto di stizza che è stato l'aver afferrato i capelli della giornalista a seguito di una domanda su Ventotene sta avendo una serie di ricadute a pioggia. Ma, soprattutto, lo stesso Professore sembra attraversare un momento di particolare nervosismo, vista la nuova reazione inopportuna nei confronti di un'altra giornalista, Rebecca Pecori, de Lo Stato delle cose.

Il Pd è in imbarazzo, Elly Schlein tace nella speranza che la tempesta passi in fretta senza aver avuto il coraggio di dire mezza parola di condanna e Prodi continua ad avere atteggiamenti incompatibili con la sua figura pubblica. Dopo il caso del barista, che si è beccato un sonoro "stronzo" dal Professore, come raccontato dallo stesso sulle colonne de Il Giornale, a subire gli atteggiamenti intimidatori di Prodi è stata un'altra giornalista, Rebecca Pecori, de Lo Stato delle Cose che si trovava a Venezia per intervistare il Professore. "Attenti a quello che succede, perché c’è un momento che se non interveniva l’uomo di scorta di Prodi, secondo me, alla nostra Rebecca Pecori, altro che il tiro ai capelli", è il commento del conduttore, Massimo Giletti, lanciando il servizio.

Nelle immagini, si vede la giornalista che, nel pieno esercizio della sua professione, insiste nel fare una domanda a Prodi proprio sul caso di Lavinia Orefici. "Perché ha detto che non era vero finché non è uscito il video che l’ha smascherata? Ci può dare una risposta? Può essere l’occasione per fare delle scuse pubbliche", ha chiesto Pecori al Professore. "Abbia rispetto, per favore", ha replicato l'ex presidente del Consiglio. "Ma lei ha avuto rispetto della collega tirandole i capelli? Trattandola come una inetta per una domanda fatta?", ha insistito la giornalista.

A quel punto, si vede Prodi che si gira, la guarda con un'espressione molto alterata e cerca di avvicinarsi a lei, riuscendo ad arrivare a pochi centimetri dalla sua faccia. "Ma che fa? Perché si comporta così?", è la reazione della giornalista. In quel momento, la guardia del corpo del Professore frappone il suo petto tra Prodi e Pecori e con il Professore cambia strada nel tentativo di "seminare" la giornalista. "Non si è più sicuri di niente. Io mi ricordo che diceva ‘calmi, dobbiamo stare calmi’, e invece adesso ho visto che ha avuto davvero un momento di reazione eccessiva, meno male che lo ha fermato l’uomo della scorta", è il commento di Vladimir Luxuria presente in studio. Ancora una volta, però, il Pd tace e chi dovrebbe star zitto, invece, non lo fa.

Dopo le difese a spada tratta del Professore da parte dei sodali dem, che hanno creduto ciecamente alla favoletta della mano sulla spalla, altri esponenti del Partito democratico dimostrano che la tutela delle donne vale solo se queste sono dichiaratamente di sinistra, è stato Angelo Dieni, consigliere in forza al Pd del Comune di Valsamoggia. "Invece, una cretina che pensa di mettere in difficoltà un uomo come Prodi con una domandina scema, sperando che non conoscesse un documento così importante, come la classifichiamo? Non doveva tirargli i capelli, doveva darle un calcio ben assestato negli stinchi", ha scritto Dieni in un commento su Facebook, prontamente cancellato quando è diventato di dominio pubblico. Ma quello su Lavinia Orefici non è stato nemmeno l'unico comportamento irricevibile di Prodi.

"Sul caso Prodi un consigliere del Pd dice in sostanza che la giornalista è una cretina, e che Prodi non doveva tirarle i capelli bensì un calcio negli stinchi. Ha cancellato tutto perché naturalmente prima dicono cazzate, poi se la fanno sotto", ha commentato Giuseppe Cruciani a La Zanzara riferendosi a Dieni, al quale ora i partiti di maggioranza al governo chiedono le dimissioni. "A sinistra tracima l'odio, in particolare verso le donne: dopo la giornalista maltrattata da Romano Prodi, ora un consigliere comunale emiliano afferma che l'ex premier doveva prenderla addirittura a calci negli stinchi. Il tutto nel silenzio vergognoso di Elly Schlein, delle femministe, di troppi giornalisti", si legge in una nota della Lega.

Lucia Borgonzoni e Davide Bergamini, parlamentari emiliani della Lega, hanno aggiunto: "Parole agghiaccianti, forse frutto di un delirio di onnipotenza. Ormai è evidente: in casa Pd qualsiasi mezzo pur di difendere il sistema di censura da regime comunista che amano tanto".

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica