
“La Cgil non aderisce a manifestazioni di partito. Poi, le singole persone faranno quello che ritengono più opportuno". Maurizio Landini, dalle colonne del Corriere della Sera, annuncia che non scenderà in piazza contro il riarmo alla manifestazione del M5S del prossimo 5 aprile.
Subito dopo, però, Il segretario generale della CGIL precisa: "Ma noi siamo rispettosi di questa e di altre iniziative contro il riarmo". La Cgil, invece, è impegnata nella campagna referendaria per i quesiti sul Jobs Act che partirà ufficialmente l’11 e 12 aprile a Milano, ma ci saranno manifestazioni di piazza anche Bruxelles e Parigi perché “potranno votare anche i cittadini fuori sede in Italia e all'estero per motivi di studio, lavoro o cura", dice Landini secondo cui "ci sono tutte le condizioni" per raggiungere il quorum.
E aggiunge: “In caso di vittoria, il giorno dopo il voto, due milioni e mezzo di persone otterranno la cittadinanza italiana e i lavoratori delle aziende con più di 15 dipendenti riavranno tutti l'articolo 18 contro i licenziamenti, e si estenderà alle imprese appaltatrici la responsabilità in caso di incidenti sui lavori appaltati". Landini definisce "una stupidata totale” l’idea di convertire l’industria automobilistica in industria bellica: “Qui siamo davanti a scelte di fondo: quando produci le armi poi le devi usare”, osserva Landini completamente contrario a entrare “in una economia di guerra, quando invece alle persone bisogna dare sviluppo e diritti".
L'Italia e l'Europa, secondo il segretario della Cgil, dovrebbero investire maggiormente sull'intelligenza artificiale e settori più tradizionali come la siderurgia, la chimica e la mobilità: “Riteniamo che – dice - le politiche industriali debbano avere altri obiettivi, dalla stabilità e qualità dell'occupazione al miglioramento dei salari".
Il segretario ritiene che sui salari serva una 'vertenza nazionale’: "Governo e Confindustria debbono riaprire i tavoli per rinnovare i contratti pubblici e privati, dai metalmeccanici alle telecomunicazioni, con aumenti reali”. Landini ritiene che i referendum siano fondamentali pe “risolvere la questione salariale” e affrontare le ragioni della povertà del lavoro” come la redistribuzione dei redditi, la precarietà e la catena dei subappalti.
Landini, infine, attacca il governo dove vede “un casino”, mentre per quanto riguarda le opposizioni dice: “Vedo che il Pd e anche Avs hanno espresso nelle sedi istituzionali, e non solo, una linea contraria al riarmo delle singole nazioni”. E conclude: “C'è sì il problema di una politica per la sicurezza dell'Europa, ma per noi deve essere fondata sui diritti, il lavoro e lo Stato sociale".- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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