"Riunioni imbarazzanti". Cosa accadeva al ministero mentre il Covid dilagava

L'ex viceministro Sileri torna all'attacco: "Tecnici del ministero? Sembrava l'armata Brancaleone. Mancava qualcosa nella gestione dell'emergenza, mi lamentai per la mancanza di informazioni"

"Riunioni imbarazzanti". Cosa accadeva al ministero mentre il Covid dilagava

Cosa accadeva nelle grandi stanze della politica mentre il Coronavirus stava dilagando nel nostro Paese? È stato fatto davvero tutto il possibile per salvaguardare la salute degli italiani? Le istituzioni e il governo si sono fatti trovare pronti o impreparati? Il faro delle indagini sulla gestione del Covid-19 assume un ruolo importantissimo. Ma c'è un'altra domanda a cui dovrebbe seguire una risposta: che aria si respirava al ministero della Salute quando il Coronavirus si andava via via diffondendo? A spiegarlo è stato un esponente di spicco di quel periodo.

Il caos al ministero

La questione è stata affrontata nell'ultima puntata di Non è l'arena, programma in onda la domenica sera su La7 che è tornato a occuparsi dell'emergenza che nel 2020 ha travolto l'Italia. Su quei momenti concitati è stato interpellato Pierpaolo Sileri, una figura di grande importanza nel corso di quell'epoca: le sue parole pesano come un macigno e di certo non si sono nascoste dietro mezzi termini. Anzi, sono andate dritte al punto e hanno restituito una fotografia tutt'altro che rassicurante.

Nello specifico l'intervento dell'ex viceministro della Salute si è focalizzato sui tecnici del dicastero di allora: "Ritengo che quelli che abbiamo trovato noi, non tutti eh, non fossero così eccezionali. A volte erano delle riunioni imbarazzanti, soprattutto quelle gestite da Ruocco". Un punto su cui per diverse volte aveva espresso delle lamentele. Indubbiamente al tavolo ognuno ha una propria visione, ma diventa fondamentale riuscire a trovare una sintesi comune.

A tal proposito Sileri ha fornito un ulteriore racconto: "Quando si riuniva la task force, l'unica persona che secondo me era molto orientata e sapeva ciò che doveva essere fatto era Beppe Ippolito. Gli altri francamente... Sembrava un po' un'armata Brancaleone". Il che la dice lunga sulla confusione e sullo stato con cui ci si è approcciati a un'emergenza di una portata enorme.

Il monito di Sileri

Questo non è stato l'unico monito di Sileri, che è tornato all'attacco sulle circostanze che hanno connotato la gestione del Covid-19. Proprio l'ex viceministro aveva intuito che qualcosa non stesse andando per il verso giusto fin dalla fine di gennaio e non ne aveva mai fatto mistero: "Vi era un qualcosa che mancava nella gestione di un'emergenza. Lo avevo annusato e mi lamentai più di una volta di non avere il verbale del Cts (Comitato tecnico-scientifico, ndr), di non avere dialogo né informazioni".

In sostanza Sileri ha ribadito che a stretto giro aveva notato la presenza di alcune anomalie, di fattori che in qualche modo davano segnali di una sorta

di atipicità. "Dai verbali che leggo in maniera frammentaria, quello che esce sui giornali, ho scoperto che l'allora segretario generale mi prendeva in giro in qualche chat o in qualche chiamata", ha concluso.

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