Mercati di Traiano Una vetrina per i giovani artisti

Mercati di Traiano Una vetrina per i giovani artisti

Se avvertire, sostenere e coinvolgere i giovani artisti è ciò che si propone la mostra «Avvertenze artistiche» (fino al 20 settembre nel complesso dei Mercati di Traiano), bisogna riconoscere che ci riesce molto bene, grazie soprattutto al felice connubio tra l’arte contemporanea e le splendide architetture della Roma imperiale. Nelle tabernae della via Biberatica, lungo un percorso in salita che abbraccia quasi duemila anni di storia, 31 artisti si confrontano, in un vivace contatto e scambio culturale che ricorda molto quello che era lo spirito del luogo, e al tempo stesso costituisce l’essenza del progetto «Avvertenze generali», che si conclude proprio con questa mostra. «Colori, pietre, dipinti, metalli, forme riconoscibili e non, costituiscono una bella sfida per i giovani artisti», evidenzia nel catalogo il Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma Umberto Broccoli, mentre Francesco Maria Giro, sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali, vede in questa iniziativa «un segno di modernità e di apertura verso le giovani individualità artistiche da valorizzare». Tra gli espositori più giovani Marco Morici, nato nel 1985 a Genzano, presenta l’installazione Stanza del parto, le cui strutture rivestite di tessuto bianco alludono ai tessuti del corpo femminile che si attraversano al momento della nascita, mentre il tappeto orientale su cui poggia il tutto, con ai lati due serie di scarpe femminili che non devono contaminarlo, simboleggia la sacralità dell’evento. Il romano Jacopo Mandich propone una scultura in legno e ferro elettrosaldato, il cui titolo Keloide alchemico errante fa pensare alle trasformazioni della materia e allo stesso tempo al nomadismo, al movimento e alla ciclicità della vita. Di grande effetto e suggestione è Antro, il vestito di Alice, una scultura in argilla bianca di Cristina Falasca che appare perfettamente a proprio agio nell’antico contesto ombroso in cui è esposta. La pittrice Eugenia Celsi espone tre tele in acrilico e gesso, Ade, Hermes e Ulisse, evidenziando particolari anatomici dei suoi personaggi, accompagnati da frasi che ricordano i loro miti.


La creatività del mondo giovanile ha trovato questa volta una vetrina importante e una modalità espositiva semplice e coinvolgente. La selezione delle opere, circa 50, è avvenuta a Roma presso la Galleria La Nuova Pesa, a Bologna presso la Fondazione Carisbo e inoltre via Internet.

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