Bandiere ucraine e di pace. E un'ondata di aiuti a Kiev

Tante iniziative umanitarie e di accoglienza. Pacifisti confusi: altre manifestazioni anti-Nato

Bandiere ucraine e di pace. E un'ondata di aiuti a Kiev

Contro la guerra, per l'Ucraina. Una miriade di iniziative si registra fra Milano e la Lombardia. Umanitarie, molte. Ma anche manifestazioni di tipo politico, come quella della Lega, che ieri col segretario Matteo Salvini è tornata davanti al Consolato generale d'Ucraina a Milano con i colori di Kiev e un messaggio contro la guerra. Anche Fratelli d'Italia è schierata e impegnata direttamente negli aiuti. E l'assessore regionale Riccardo De Corato ha partecipato a un flash-mob davanti al Comune di Paderno Dugnano coi colori di Kiev. Nelle manifestazioni di piazza organizzate dalla sinistra, insieme alla bandiera dell'Ucraina sventolano bandiere della pace, e a volte anche slogan anti-Nato, come nella insensato sit-in convocato oggi nel Bresciano davanti alla base di Ghedi.

Sicuramente imponenti le iniziative di tipo umanitario, che risentono meno dell'impostazione ideologica. «La città di Milano sta rispondendo all'appello di generi alimentari, farmaci e beni di prima necessità in un modo inaspettato e incredibile - ha detto ieri don Igor Krupa, cappellano della missione per i fedeli ucraini cattolici di rito bizantino San Josaphat, collaboratore pastorale della parrocchia dei Santi Giacomo e Giovanni in via Meda - abbiamo già riempito e spedito tre tir in Ucraina e stiamo cercando altri mezzi per portare questi aiuti». «Ci sono famiglie italiane che hanno dato la disponibilità e stanno accogliendo persone che in arrivo dall'Ucraina, abbiamo creato un gruppo di famiglie disponibile e quando c'è chi cerca accoglienza li contattiamo». «Chiediamo corridoi umanitari - ha aggiunto, augurandosi un intervento europeo più energico - perché ci sono città che hanno bisogno di cibo e medicinali. Noi cerchiamo risposte e sostegno concreto: mettersi da parte e guardare come uno si difende, applaudire e dire come siete bravi non è un sostegno».

Anche il presidente della Regione Attilio Fontana, pur costretto a casa dal Covid, è costantemente impegnato su questo fronte, come dimostra la missione - condivisa con la Onlus «Soleterre» - che ha permesso di portare in Lombardia (fra Milano, Pavia e Varese) dodici piccoli pazienti oncologici di Kiev. E l'associazione del dottor Damiano Rizzi ha dato qualche notizia dei piccoli, che a Pavia con le loro mamme hanno incontrato due psicologhe, una ucraina. Sono molto provati - alcuni hanno subito operazioni chirurgiche meno di due settimane fa - e la loro fatica non è solo fisica: «La preoccupazione e il senso di colpa per aver lasciato in Ucraina il resto della loro famiglia sono forti. Molti di loro non sanno dove si trovano i parenti né riescono a mettersi in contatto con loro. Addirittura una delle mamme non riesce a rintracciare il figlio di 15 anni».

I gesti di amicizia e solidarietà sono tanti e preziosi, come quello di un ex paziente dell'ospedale San Matteo e studente universitario, che è rimasto a lungo con loro.

«I bambini possono respirare un po' di serenità e anche imbracciare una chitarra per qualche momento di spensieratezza». «Ci sono ancora tanti altri bambini e ragazzi che vogliamo portare via dal loro Paese in guerra - dice Soleterre - per garantire cure mediche fondamentali che non possono essere interrotte».

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