Profughi a rischio sanitario: uno screening per i focolai

L'Ats ha attivato 9 hotspot per esami e vaccinazioni. Regione pensa ad hub come strutture di accoglienza

Profughi a rischio sanitario: uno screening per i focolai

Un piano di accoglienza profughi che viaggia su due livelli, mentre a Palazzo Chigi è in corso la riunione del Nucleo interministeriale situazione e pianificazione. A oggi si conterebbero già 21.095 arrivi nel nostro paese, mentre la Protezione civile della Lombardia ha ricevuto circa 700 richieste di aiuto. In realtà, come spiega l'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato, i numeri di chi è fuggito dall'Ucraina verso la nostra regione sono più alti «ma tanti non vengono registrati perchè, essendoci una forte comunità ucraina, vengono ospitati direttamente da amici o familiari». Il sindaco Beppe Sala intervenuto lunedì in consiglio comunale ha parlato di «40mila persone in arrivo: qualcosa di epocale». «A Milano vivono circa 8.500 cittadini ucraini, nella Città metropolitana sono circa 22mila». La preoccupazione è che queste persone, che non vengono intercettate dalle strutture di accoglienza perchè ospiti di amici e parenti, si segnalino al Consolato per poter essere sottoposte a un primo screening sanitario, a tampone ed eventualmente a vaccinazione. Il rischio è che si creino focolai Covid o comunque che si diffondano possibili infezioni, difficili da evitare e contenere se i rifugiati non vengono intercettati al loro arrivo.

Ats sta predisponendo un punto tampone alla Stazione centrale (in via Mortirolo) per chi arriva in treno e uno a Linate, mentre sono già attivi 9 hot spot nell'area metropolitana (a Milano a Palazzo delle Scintille, all'ospedale militare di Baggio, in via Palermo 6, in viale Zara 81, via G. Grassi 74) in cui si offre tampone, tessera Stp per stranieri temporaneamente in Italia che garantisce il servizio sanitario, visita medica, vaccino Covid e quelli obbligatori in Italia. I rifugiati, infatti, hanno deroga per il green pass per il viaggio.

Oggi al padiglione 3 di Casa Jannacci, la struttura messa a disposizione dal Comune, che ospita al momento una trentina di persone su 68 posti dedicati, un medico sarà presente per effettuare il primo screening: in base all'esito gli ospiti verranno indirizzati nelle strutture per la quarantena o nei Covid hotel. Oltre cento profughi sono stati smistati tra i Cas, i centri di accoglienza straordinaria, e i Sai, il sistema accoglienza integrazione. Cinque centri di formazione professionale lombarda hanno messo a disposizione 190 posti letto, mentre Caritas ha sin ora censito la disponibilità di 60 appartamenti, 45 spazi tra parrocchie, istituti religiosi e associazioni e 930 famiglie disposte ad accogliere in casa.

Il livello 2 di allerta prevede in caso di arrivi massicci, una struttura di accoglienza adeguata.

La Protezione civile regionale ieri ha effettuato dei sopralluoghi per individuare una struttura su modello hub vaccinale che possa accogliere centinaia di persone contemporaneamente, con tanto di cucina. Così sarà più semplice gestire lo screening, isolare gli eventuali positivi, sottoporre adulti e bambini alle vaccinazioni obbligatorie.

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