La sinistra attacca ancora: «Così è un ricatto»

La sinistra attacca ancora: «Così è un ricatto»

Alla sinistra che siede a Palazzo Marino la prima figuraccia non è bastata. E all'annuncio della decisione degli stilisti Dolce e Gabbana di restituire l'Ambrogino, replica che sarebbe «solo un atto di arroganza». Soprattutto «nei confronti della città». Parole del presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo eletto nelle liste della Sinistra per Pisapia. «Il punto è che chi riceve questa onorificenza deve essere al di sopra di ogni sospetto ed essere un esempio per tutti. Se avessero voluto restituirlo, avrebbero dovuto farlo subito», ha spiegato ieri Rizzo, autore con Aldo Ugliano (allora consigliere del Pd e oggi presidente di Zona 5) nel gennaio 2011 della mozione per chiedere la revoca della benemerenza. La restituzione oggi, dice Rizzo «sarebbe solo un atto di arroganza. L'Ambrogino è un atto della città, se Dolce e Gabbana ce l'hanno con me o con D'Alfonso se la prendano con me e D'Alfonso, non con Milano». Il vice presidente del consiglio comunale Riccardo De Corato (Fratelli d'Italia) chiede, invece, «le scuse o le dimissioni» dell'assessore Franco D'Alfonso per «rimediare» alle sue affermazioni del 2013 ed evitare che i due stilisti restituiscano in segno di protesta l'Ambrogino ricevuto dal Comune. «Il centrosinistra - conclude - tratta così le eccellenze di Milano».

D'accordo con D&G anche il coordinatore cittadino di Forza Italia Giulio Gallera pronto a censurare D'Alfonso: «Già allora mi ero scagliato a difesa dei due stilisti e di quello che rappresentano per Milano e contro il becero giustizialismo d'accatto di un assessore che invece di tutelare le eccellenze della città, le offende e le umilia esponendole al pubblico ludibrio con inutili processi fai da te».

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