Travolse e uccise un vigile: dimezzata la pena al rom, fra tre anni sarà già libero

Pena scontata da 15 a 9 anni e 8 mesi: in Appello riconosciute le attenuanti generiche a Remi Nikolic che nel 2012 ammazzò Niccolò Savarino

Travolse e uccise un vigile: dimezzata la pena al rom, fra tre anni sarà già libero

Uno sconto di pena che brucia come uno schiaffo in faccia. Uno schiaffo in facci alla vittima, Niccolò Savarino, falciato e ammazzato mentre faceva il suo lavoro di agente di polizia locale nelle strade di Milano. La sezione minorenni della Corte d’Appello ha, infatti, ridotto a 9 anni e 8 mesi di reclusione la condanna di Remi Nikolic che, nel gennaio del 2012, uccise il vigile travolgendolo col Suv. In secondo grado è così arrivata una corposa riduzione della pena rispetto ai 15 anni che erano stati inflitti al rom in primo grado lo scorso marzo.

Pur avendo confermando la condanna per il reato di omicidio volontario a carico del giovane, la sezione minorenni della Corte d’Appello di Milano ha applicato, a differenza del primo grado, "la massima estensione delle attenuanti generiche e della minore età dell’imputato". Da qui la riduzione della pena. Il 12 gennaio 2012, mentre stava effettuando un normale servizio di controllo in un parcheggio in via Varè, in zona Bovisa, Savarino (42 anni) fu travolto dal suv guidato dal rom: Il corpo del vigile venne trascinato per oltre 200 metri. Tre giorni dopo, gli investigatori della Squadra mobile di Milano, coordinati dal pm di Milano Mauro Clerici, arrestarono il giovane che, dietro all'identità del 24enne Goico Jovanovic, era riuscito a fuggire fino in Ungheria. Una volta estradato, rimase poco più di due mesi nel carcere di San Vittore finché, dopo una "battaglia" del suo legale che presentò il certificato di nascita, si scoprì che il rom si chiamava Remi Nikolic ed era nato il 15 maggio del 1994. All'epoca del brutale omicidio era, dunque, minorenne. Il ragazzo venne, quindi, trasferito al penitenziario minorile Beccaria di Milano e il procedimento passò al Tribunale per i minorenni.

In primo grado, sebbene il pm avesse chiesto per lui 26 anni di reclusione, i giudici hanno riconosciuto all’imputato le attenuanti generiche come prevalenti rispetto alle aggravanti contestate. Attenuanti che erano state concesse dai giudici anche sulla base del "contesto di vita famigliare" nel quale il ragazzo "è cresciuto, caratterizzato dalla commissione di illeciti da parte degli adulti di riferimento" e dalla "totale assenza di scolarizzazione". Oggi, in secondo grado, al giovane è stato comminato, in sostanza, il minimo della pena prevista in un dibattimento per un caso del genere di omicidio volontario.

Oggi Nikolic ha 19 anni: fino ai 21 anni resterà nel penitenziario minorile per poi essere trasferito in carcere dove sconterà il resto della pena. Tuttavia, avendo già scontato quasi due anni, tra meno di tre anni potrà chiedere di essere messo in regime di semilibertà.

"Nel nostro Paese la certezza della pena è un’utopia - ha commentato il vicepresidente del Consiglio comunale di Milano, Riccardo De Corato - sentenze come questa lasciano senza parole e purtroppo anche senza speranza".

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