Cuba, la Chiesa evangelica dice no ai matrimoni gay

Il governo cubano sta valutando l’approvazione di una riforma costituzionale che garantisca il riconoscimento dell’unione di persone dello stesso sesso. La Chiesa cubana rifiuta in toto quest’idea. A decidere saranno i cubani il prossimo 24 febbraio con un referendum

Cuba, la Chiesa evangelica dice no ai matrimoni gay

I matrimoni gay non s’han da fare. La comunità cristiana di Cuba si stringe attorno al pensiero di totale rifiuto nell’accettare l’unione di due persone dello stesso sesso portato avanti fermamente dalla chiesa metodista di L’Avana.

La vicenda ruota attorno alla proposta del governo cubano di riformare la legge riguardante i matrimoni civili per dare la possibilità alle persone omosessuali di sposarsi. La popolazione cubana ha accolto con gran stupore questa proposta di legge. Il desiderio delle comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) cubana sarebbe di poter revisionare il testo costituzionale aprendo le porte ad unioni ufficiali e legalmente riconosciute a persone dello stesso genere.

La risposta della Chiesa cubana non si è fatta attendere. I leader di venti chiese metodiste dell’isola hanno già espresso il loro parere contrario al nuovo disegno di legge, descrivendo il matrimonio gay come un “colonialismo ideologico” imposto dai paesi ricchi.

A favore dell’approvazione di questa nuova riforma, sembra essere anche Miguel Diaz-Canel, il presidente di Cuba, che poche settimane fa ha espresso la propria opinione a riguardo: “Sono d'accordo, penso che il fatto di riconoscere il matrimonio tra persone, senza limitazioni, risponda al problema di eliminare tutti i tipi di discriminazione nella società", ha dichiarato in un’intervista alla stampa.

Il riconoscimento legale dell’unione di due persone dello stesso sesso sembra dividere la popolazione a metà. Molte persone ritengono che non sia un diritto, additando il matrimonio omosessuale come una creazione artificiale dell’uomo che va contro natura. Altri, invece, hanno una visione della vita più aperta e democratica. I giovani soprattutto ritengono che questa riforma possa essere l’inizio di un’apertura di Cuba al mondo moderno e al passo coi tempi.

La parola fine sulla

proposta di riforma che prevede il matrimonio tra persone omosessuali verrà messa il prossimo 24 febbraio, quando i cubani saranno chiamati alle urne per votare il referendum creato ad hoc sulla questione.

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