"È iniziata la fase più sanguinosa". Cosa succede ora in Ucraina

Nonostante l’avanzata lenta e inesorabile della Russia, il presidente Volodymyr Zelensky non si arrende e chiede missili a lungo raggio

"È iniziata la fase più sanguinosa". Cosa succede ora in Ucraina

La guerra in territorio ucraino è in un momento cruciale. Dopo la caduta di Mariupol, la resistenza degli uomini del presidente Volodymyr Zelensky si è indebolita sensibilmente e sono in tanti a pensare che ci si avvia verso la conclusione del conflitto. Vladimir Putin, seppure lentamente, sta avanzando inesorabilmente e sente sempre più vicina la vittoria dell’esercito russo. Zelensky, però, non si arrende e, nel corso di una conversazione con alcuni studenti ucraini, ha mostrato ancora ottimismo sugli esiti finali della guerra. “La fase conclusiva – ha detto –è la più difficile e sanguinosa. Non possiamo permetterci di dire che il conflitto è terminato. Non posso gridare ‘torna a casa oggi’ a tutti coloro che sono scappati all’estero”. Il presidente dell’Ucraina, comunque, già pensa al futuro.

“Costruiremo il Paese – ha continuato – e, in particolare, le migliori infrastrutture e tecnologie per garantire sicurezza, al livello di Israele e di altre nazioni leader. Dopo la nostra vittoria in guerra ci sarà un approccio equo ai salari di qualsiasi professione”. Cerca di infondere coraggio e speranza nel suo popolo Zelensky, ma l’assalto russo diventa sempre più difficile da respingere, nonostante gli aerei del Cremlino hanno continuato ad evitare di condurre missioni sul territorio ucraino. La guerra nei cieli si è rivelata un punto debole per la Russia, grazie all’ottimo funzionamento del sistema di difesa missilistica di Zelensky. I droni dello zar si sono dimostrati vulnerabili, sia al rischio di essere abbattuti sia ai problemi elettronici. Replicare quello che era stato fatto in Siria non ha giovato al Cremlino.

Tutto questo ha solo rallentato l’avanzata della Russia, ma non l’ha bloccata. “I soldati russi continuano ad arrivare come degli zombi – ha dichiarato al Wall Street Journal il capo della divisione militare ucraina di Donetsk – distruggiamo i loro mezzi e ne arrivano altri, non possiamo abbassare la guardia perché la situazione è molto pericolosa e il nemico è molto numeroso”. Come riporta il quotidiano Il Foglio, gli analisti lodano ancora la resistenza del popolo ucraino, considerata già una vittoria, ma il presidente Zelensky, realisticamente, chiede aiuto e missili a lungo raggio. Il Donbass sta candendo a pezzi ed è evidente che di questo passo l’Ucraina dovrà scendere a compromessi con Putin, cosa che non piace per nulla al leader della nazione invasa.

Anche il New York Times avvisa Zelensky sulla necessità di prendere in considerazione alcune concessioni territoriali alla Russia, ma il presidente ucraino ha intenzione di vendere cara la pelle. Ecco perché, anche di fronte ai giovani studenti, utilizza il termine “sanguinoso”.

Zelensky punta al riarmo e non ha nessuna intenzione di fare passi indietro; l’ordine è: “Preparatevi al sangue” e su questo c’è da scommettere, dato che già più volte il popolo ucraino ha dimostrato di avere forza e coraggio.

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