"Morte lenta e atroce": così hanno ucciso gli italiani a Dacca

L'autopsia sulle vittime di Dacca: sono state torturate e mutilate in più parti con il machete perché soffrissero fino alla fine

"Morte lenta e atroce": così hanno ucciso gli italiani a Dacca

Torturati e mutilati in più parti col machete, ordigni esplosivi e altre armi perché morissero lentamente e in modo atroce. È questo l'esito dell'autopsia sulle vittime italiane a Dacca, dove venerdì notte un commando jihadista ha preso di mira gli stranieri in un ristorante.

Le salme sono rientrate ieri in Italia dal Bangladesh e solo oggi i medici del policlinico Agostino Gemelli hanno potuto esaminarli, rivelando la fine terribile a cui sono stati sottoposti. Una vera mattanza durante la quale i terroristi hanno infierito sulle vittime per straziare senza uccidere senza dare il colpo di grazia. Sui corpi ci sono anche segni di proiettile e ordigni esplosivi, tracce di una lenta tortura cui sono state sottoposte le vittime.

Si tratterebbe di una anomalia negli attentati jihadisti nei quali, solitamente, gli omicidi sono più rapidi.

Altra anomalia è legata al fatto che nessuno degli attentatori si sarebbe fatto esplodere. Intanto stasera il pm Francesco Scavo, che indaga per la procura di Roma sulla vicenda, ha firmato il nulla osta per il rilascio delle salme ai famigliari che potranno così organizzare i funerali dei defunti.

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