Netflix cancella show di satira sulla Casa reale saudita

Il dietrofront di Netflix, imposto da Riyad, è stato duramente criticato da diverse ong occidentali a difesa della libertà di opinione

Netflix cancella show di satira sulla Casa reale saudita

Netflix, società americana attiva nella distribuzione via internet di contenuti d’intrattenimento, ha in questi giorni disposto, dietro pressioni delle autorità saudite, la sospensione della messa in onda nel Paese arabo di uno show comico caratterizzato da battute al vetriolo all’indirizzo della Casa reale di Riyad.

Il varietà incriminato è Patriot Act, uno spettacolo di satira condotto da Hasan Minhaj, attore americano di origini indiane. Nella seconda puntata dello show, costui ironizza ripetutamente su Mohammad bin Salman, erede al trono saudita. Egli quindi condanna apertamente la “politica sanguinaria” perseguita finora dal principe e indica, quali simboli di tale strategia “abominevole”, l’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi e l’intervento militare di Riyad in Yemen. I due tragici eventi, ad avviso del conduttore indo-americano, sarebbero “le più grandi catastrofi dell’era targata Mohammad bin Salman”.

Dopo avere vagliato la puntata in questione, la Commissione nazionale di vigilanza sulle telecomunicazioni, ente controllato dalla Casa reale e preposto al monitoraggio del sistema mediatico, ha etichettato le esternazioni di Minhaj come “estremamente pericolose per la pace sociale e sfacciatamente offensive per la morale pubblica”. La Commissione ha così intimato a Netflix di interrompere la messa in onda di Patriot Act nel Paese arabo. L’istituzione ha giustificato tale restrizione ai danni del colosso Usa precisando di agire “esclusivamente in applicazione della legge sul contrasto ai crimini informatici”.

La normativa in questione vieta la diffusione in Arabia Saudita, tramite i canali radiotelevisivi e le piattaforme informatiche, di contenuti “pregiudizievoli per l’ordine pubblico, i valori religiosi, la morale e la privacy” e ne punisce i colpevoli con cinque anni di reclusione e una multa pari a 800mila dollari.

La società statunitense è immediatamente andata incontro alle sollecitazioni provenienti da Riyad, cancellando la messa in onda del programma nella nazione mediorientale. Il colosso dell’intrattenimento ha comunicato tale scelta tramite una nota: “Per Netflix, la libertà di espressione è sacrosanta. Tuttavia, è altrettanto fondamentale per noi operare costantemente nel pieno rispetto delle leggi e delle tradizioni culturali vigenti in ogni Paese. Al fine di non incorrere in violazioni della normativa dell’Arabia Saudita, abbiamo quindi deciso di cancellare la trasmissione dello show Patriot Act in tale Paese.”

Il dietrofront di Netflix, imposto da Riyad, è stato duramente criticato da diverse ong occidentali a difesa della libertà di opinione.

Ad esempio, l’americana Electronic Frontier Foundation ha tuonato: “Censurare uno spettacolo caratterizzato da legittime critiche a carico di un governo è un atto totalmente controproducente nonché un insulto alla libertà di espressione.”

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