"Torturati e uccisi". Nuova macabra scoperta alle porte di Kiev

Sono almeno 132 i cadaveri che sono stati torturati e uccisi da russi a Makariv, città nella regione di Kiev. "Nuovo, mostruoso crimine di guerra" è la denuncia del ministero della Difesa

"Torturati e uccisi". Nuova macabra scoperta alle porte di Kiev

La guerra non si ferma e ogni giorno si aggiunge un nuovo orrore: nella città di Makariv, nella regione di Kiev, sono stati trovati i cadaveri di 132 civili "torturati e assassinati": lo ha reso noto il governo ucraino, con un tweet del ministero della Difesa. I soccorritori, si legge ancora nel messaggio, "avanzano nel territorio liberato" dai russi "e vengono scoperti nuovi mostruosi crimini di guerra". Secondo Kiev, la città di Makariv è semidistrutta.

"Mostruoso crimine di guerra"

La scena che si sono trovati di fronte i soccorritori è stata raccapricciante, tant'é che il ministero ha definito questo ritrovamento come un "nuovo, mostruoso crimine di guerra". A Makariv, città liberata da pochi giorni, chi è giunto in auto della popolazione sta cercando anche le vittime dei bombardamenti russi rimaste sotto le macerie. Come abbiamo visto sul Giornale.it, quest'ultimo racconto dell'ordinaria follia quotidiana che avviene in Ucraina si aggiunge a quanto avvenuto a Bucha, le cui immagini hanno ormai fatto il giro del mondo: ogni giorno decine di corpi senza vita vengono tirati fuori dalla fossa comune. In quella città si è consumata una tragedia indescrivibile. Sergey Matuk, in quanto responsabile del cimitero comunale, ha raccontato di aver ricevuto dagli ufficiali russi l'ordine di recuperare i cadaveri per la strada e metterli nella fossa comune. Il totale ammonta a circa 300 persone, di cui quasi 240 sono sepolti nella fossa comune "per il fatto che attorno si combatteva e non potevamo avere accesso ai cimiteri".

La denuncia di Kiev

Quanto accaduto a Makariv fa il paio con quanto accaduto a Izium, dove la polizia ucraina ha denuncia altri crimini pesantissimi nel villaggio di Husarivka, regione di Kharkiv, nel nord-est dell'Ucraina, nella zona orientale del Paese su cui si stanno concentrando le forze russe. Secondo il racconto delle forze dell'ordine di Kiev, riportato dall'agenzia di stampa indipendente ucraina Unian, i russi avevano allestito una camera di tortura nella quale le persone, tra cui un bambino, sono state bruciate vive dopo essere state torturate. Queste violenze sono state scoperte dopo la liberazione del villaggio, avvenuta il 4 aprile. L'esame dei corpi ha rivelato tracce di abusi e torture prolungati.

L'orrore di Kramatorsk

Come abbiamo visto sul Giornale.it, nella stazione ferroviaria di Kramatorsk, civili ucrani sono stati falcidiati in attesa del treno. Dieci bambini sono morti assieme ad altre 40 persone per un missile arrivato da Est, dove sono attestati i russi. Forse una testata di bombe a grappolo, che ha seminato morte e distruzione in mezzo ad una folla di migliaia di civili. Famiglie che premevano per salire su un treno e mettersi in salvo verso ovest in vista della temuta offensiva russa nel Donbass. "Un soldato davanti a me è stato dilaniato. Il suo sangue mi è schizzato addosso, ma sono stata colpita pure io e crollata in ginocchio.

Il treno per Leopoli doveva partire alle 13", racconta a Fausto Biloslavo la giovane Anastasia, 24 anni, che non smette di piangere. Il missile assassino è piombato dal cielo alle 10,35 del mattino su gente ignara che scappava proprio dai bombardamenti.

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