Il Museo della Scala realizza "Il sogno dello scenografo"

C'è stata un'epoca in cui il teatro d'opera era magia pura, muoveva gli affetti e scuoteva le coscienze senza ricorrere a regie e annesse scenografie cervellotiche

Il Museo della Scala realizza "Il sogno dello scenografo"
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C'è stata un'epoca in cui il teatro d'opera era magia pura, muoveva gli affetti e scuoteva le coscienze senza ricorrere a regie e annesse scenografie cervellotiche. Secoli in cui gli italiani giganteggiavano nel mondo per le godurie prodotte per orecchi ma anche occhi: e qui entra in campo la scenotecnica che nel Seicento tocca lo zenit con Giacomo Torelli, l'uomo che vestì e consacrò come Re Sole l'allora adolescente Luigi XIV. Così come nel Settecento spicca, fra le altre, la famiglia-bottega dei Galliari di Biella, però più incline all'arte del pennello e del lapis che a quella della lana.

Fu affidato a Fabrizio Galliari lo spettacolo di lancio del nuovissimo teatro di Milano, la Scala appunto: correva il 3 agosto 1778 e il pubblico assistette all'Europa riconosciuta di Salieri (quello che nell'immaginario collettivo si adoperò per accorciare la vita di Mozart). Gli schizzi degli allestimenti realizzati da Fabrizio Galliari sono raccolti in album: che erano dieci, ma ora aumentano grazie a un'eredità. Nel 2020 la Scala ha infatti beneficiato del lascito testamentario di Luisa Castellaro Dora ricevendo un album inedito poi studiato e ricostruito da Pierluigi Panza e da due studenti del Politecnico di Milano, Valentina Albertini e Tobia Morselli. L'album è da oggi esposto al Museo della Scala all'interno della mostra «Il sogno dello scenografo». Accompagnano l'esposizione un filmato sull'opera dei Galliari realizzato da Francesca Molteni, bozzetti e un plastico della Corte del Palazzo così come venne schizzata da Fabrizio Galliari e vidimata da Nicolis di Robilant per il primo atto dell'opera Dario in Arabella.

L'autoCAD del Galliari era il suo formidabile lapis. Nessun software di progettazione, eppure magistrali vedute tridimensionali, prospettive d'angolo a piano verticale, riproduzioni di regge, templi, campagne irachene attraversate dal Tigri, campi di battaglia, le vittorie grazie alle quali Alessandro è passato alla storia come Magno, interni veneziani e pergolati. Schizzi accompagnati da annotazioni, descrizioni sulle mutazioni di scena e misurazioni in piedi piemontesi.

Del resto fino all'avvento di Napoleone e definitivamente con il Regno d'Italia ogni staterello, ducato o regno italico misurava e pesava secondo propri parametri. L'album contiene, fra gli altri, schizzi delle opere Antigona, Dario in Arabella e La fiera di Venezia in scena a Torino. Il ballo Semiramide prodotto al Regio Ducal Teatro di Milano.

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