Pneumatici recuperati in mare tra i fondali di Posillipo

I rifiuti vengono gettati da barche in movimento, per non dare nell'occhio. Si tratta di un fenomeno difficile da arginare. Ecco cosa diventeranno i rifiuti una volta smaltiti negli appositi centri

Pneumatici recuperati in mare tra i fondali di Posillipo

L’operazione, iniziata l’estate scorsa, è durata alcuni mesi, ma ha permesso di recuperare dai fondali di Posillipo circa centro pneumatici, dal peso di oltre 700 chili. Il materiale, raccolto dal personale subacqueo della Guardia costiera di Napoli, sarà avviato al corretto recupero e al riciclo grazie al Consorzio Ecotyre. I sommozzatori hanno iniziato la perlustrazione proprio nelle profondità dell'area marina protetta di Gaiola, che non è risultata interessata da questa problematica, anche grazie al costante lavoro di monitoraggio e pulizia dei fondali che viene svolto dal personale del Parco. Da qui si sono quindi spostati all'esterno dei confini dell’area marina, dove hanno potuto rilevare alcune criticità.

A fine operazioni oltre 70 pneumatici di automobile sono stati individuati sparsi lungo la costa di Posillipo e radunati dai subacquei della Capitaneria nei pressi della boa di segnalamento del Parco per essere poi rimossi definitivamente dai fondali. Il Parco sommerso di Gaiola parallelamente si è interessato per individuare la miglior soluzione per lo smaltimento delle gomme offerta infine dal Consorzio Ecotyre. Gli pneumatici recuperati dai fondali di Posillipo diventeranno quindi superfici per impianti sportivi, materiale per l'isolamento termico e altri manufatti.

Agli oltre 70 copertoni raccolti sui fondali di Posillipo dalla Guardia costiera, se ne sono aggiunti altri 30 recuperati dalla cooperativa mitilicoltori di Nisida sui fondali di Coroglio per un totale di oltre 700 chili di materiale. Purtroppo però, il resto della costa posillipina è ancora interessato da una viva attività di smaltimento illegale di pneumatici usati, che spesso vengono dati alle fiamme o abbandonati in mare.

“Quelle raccolte – ha dichiarato al Corriere del Mezzogiorno il comandante della Guardia costiera Rodolfo Raiteri – sono gomme di auto e camion abbandonate in mare negli ultimi due o tre anni. Noi monitoriamo periodicamente le aree sensibili e il nostro prossimo intervento è previsto a Punta Campanella.

È un fenomeno difficile da arginare: gli abusivi gettano i copertoni da barche in movimento, per non dare nell'occhio. Settanta pneumatici li abbiamo comunque rimossi, e a questi se ne sono aggiunti altri 30 raccolti a Coroglio dalla cooperativa mitilicoltori di Nisida”.

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