
«Albero storto» oppure «vivo in parte». Paiono queste, per il Comune, giustificazioni sufficienti a far entrare un buon numero di piante nell'elenco delle demolizioni. Sono 78 i fusti in procinto di un fine vita non richiesto al parco Agricolo Ticinello. Ieri mattina, data prevista per l'inizio dei tagli, residenti e consiglieri comunali di Fratelli d'Italia e dei Verdi, si sono messi di traverso. «Abbiamo chiesto chiarimenti - ha spiegato il consigliere Francesco Rocca (FdI)- È necessario rivalutare le ragioni delle demolizioni, alcune piante sono solo storte, altre fungono da nidi per volatili, siamo in un parco agricolo non in un giardino del centro storico». Già, si era ripetuto più volte di dover tutelare la cintura verde che garantisce frescura nei mesi caldi e un naturale ricambio d'aria (ma era il momento della campagna elettorale). «Insieme con i residenti e i consiglieri di zona abbiamo chiesto l'elenco dettagliato delle piante destinate al macero - è intervenuto anche Carlo Monguzzi, capogruppo di Europa Verdi - Non si capisce come mai siano state consegnate solo una quarantina di schede, incomplete, su 78».
Fra i requisiti per il fine vita ci sarebbe anche la vicinanza dei tronchi ai tralicci, «ma abbiamo misurato, i più vicini distano 50 metri - ha chiarito Monguzzi - sono alberi di grandezza media che garantisco porzioni di ombra».
Le schede riportano le seguenti motivazioni: «Chioma malformata e branche che si intersecano» per un Ficus carica. Due pioppi sbilanciati «rischiano di alterare il flusso delle acque». Un Celtis australis ha una «chioma fortememte sbilanciata». Qualcuno è «morto in piedi» ma gli altri richiederebbero solo una manutenzione regolare, qualche attenzione in più, insomma. «Le schede non presentano le valutazioni del pericolo, abbiamo chiesto dettagli su ciascun albero, tenuto contro dell'habitat e del contesto che è appunto agricolo» ha spiegato Rocca che ha illustrato la situazione lunedì in consiglio.
Rocca è anche l'autore di un'interrogazione sul verde cittadino presentata il 7 febbraio (ancora senza risposta, ma ci sono 30 giorni per farlo): «Si chiede all'assessore competente quando nuovo verde è stato realizzato dal 2021 a oggi.
Quali sono i nuovi giardini e parchi? Quali sono i nuovi progetti di piantumazioni? E quali le aree grigie che verranno trasformate in aree verdi? Abbiamo visto lo spartitraffico di viale Forlanini, un'aiuola un tempo verde e poi lasciata a se stessa, oggi ha un pessimo aspetto per le erbacce incolte. Eppure era stato speso un milione di euro. Sappiamo che ad ogni stagione vengono piantati alberelli che inesorabilmente muoiono per mancanza d'acqua». Già, le cure costano e costano fatica.
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