"Persi 300mila posti di lavoro"

L'Isae vede una chiusura d'anno in forte ribasso: pil italiano -5,3%. Tuttavia, le indicazioni congiunturali segnalano che la fase peggiore del ciclo è stata superata. A preoccupare la disoccupazione: bruciati 300mila posti

"Persi 300mila posti di lavoro"

Roma - Il 2009 chiuderà con un pil in calo del 5,3%. Un segno negativo che recupererà terreno, invece nel 2010 che registrerà una crescita economica dello 0,2%. Sono queste le previsioni dell’Isae nel tradizionale rapporto sull’economia italiana sostanzialmente in linea con quanto previsto dall’ultimo Dpef. "Le indicazioni congiunturali segnalano quindi che la fase peggiore del ciclo dovrebbe essere stata superata anche in Italia", si legge nel rapporto che conferma come l’avvio della ripresa avverrà "con molta gradualità, evidenziandosi nelle cifre medie annue solo a partire dal 2010".

Emorragia occupazionale Nella media del 2009 il numero di persone occupate dovrebbe flettere dell’1,3%, circa 300mila posti di lavoro in meno. Secondo l’Isae, il forte ricorso alla cassa integrazione e alle forme di lavoro part time però, per gli economisti, "contribuirebbero ad attutire l’impatto della crisi sui posti di lavoro effettivamente persi dando invece luogo ad una più rilevante flessione del monte ore lavorate". La previsione, infatti, sull’occupazione totale registra un calo complessivo delle unità di lavoro equivalenti a tempo pieno del 2,7% (pari a circa 664mila unità in meno rispetto al 2008). Una flessione dell’input di lavoro che proseguirebbe anche nel 2010 "pur se in misura meno marcata chiudendo l’anno con -0,8%. A salire, invece, secondo le previsioni Isae, il tasso di disoccupazione che aumenterebbe al 9,3% nel 2010 (dal 7,9% del 2009 e dal 6,7% del 2008), riportandosi così su un livello leggermente superiore a quello del 2001".

La finanza pubblica La flessione dell’attività economica nel 2009 e in debole recupero nel 2010 portano ad un peggioramento delle condizioni della finanza pubblica. Nel suo tradizionale rapporto sull’economia italiana l'Isae stima, per il 2009, un deficit delle amministrazioni pubbliche "quasi doppio rispetto a quanto registrato nel 2008 pari al 5,3% del pil mentre nel 2010 dovrebbe ridursi al 5,1% del pil". "Al netto degli effetti del ciclo economico e delle misure una tantum il disavanzo risulterebbe in diminuzione in entrambi gli anni di previsione". Per quel che riguarda rapporto debito/pil, si legge nel documento Isae, "dopo aver toccato un valore pari al 105,7% nel 2008, dovrebbe salire al 114,6% del Pil e poi al 117,7% nel 2010".

Consumi in forte calo Consumi in calo del 2,2% nel 2009 e "quasi stagnanti, nel 2010 che registrerebbe solo un +01,%". La previsione dell’Isae nel suo tradizionale rapporto sull’economia italiana che registra anche come "il reddito disponibile delle famiglie verrebbe penalizzato dalle meno favorevoli condizioni del mercato del lavoro". Ma le misure di bilancio a favore delle fasce più deboli, dice ancora l’istituto di piazza Indipendenza "consentirebbero di attenuare il peggioramento". A calare, invece, "in misura significativa", nel 2009, sarebbero le spese per investimenti dell’11,2% risentendo della crisi economica, del calo dei profitti e delle più onerose condizioni di finanziamento.

Ma, soprattutto nell’ultima parte del 2009, in loro aiuto arriverà la Tremonti ter: "Le agevolazioni fiscali per l’acquisto di macchinari entrerebbero gradualmente in funzione andando ad impattare sul 2010, quando un maggior stimolo alla spesa dovrebbe provenire anche dal miglioramento delle prospettive congiunturali". In media d’anno, dunque, stima ancora l’Isae, gli investimenti totali aumenterebbero dello 0,7% nel prossimo anno.

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