Mossa cinese anti-Trump: dazi al 34% . Negli Usa caccia alle scorte. A Piazza Affari rosso storico

I dazi imposti da Donald Trump affossano per il secondo giorno consecutivo i mercati. Le principali Borse europee chiudono nel baratro l'ultima seduta di scambi della settimana

Mossa cinese anti-Trump: dazi al 34% . Negli Usa caccia alle scorte. A Piazza Affari rosso storico
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Borse ancora in rosso due giorni dopo l'annuncio americano di dazi. In attesa che le tariffe volute dalla Casa Bianca entrino in vigore, i listini continuano a perdere capitalizzazione.

17:41 - Powell (FED): "Probabile aumento dell'inflazione Usa"


I dazi introdotti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump "probabilmente aumenteranno l'inflazione" e rischiano di aumentare la disoccupazione e rallentare la crescita negli Stati Uniti. Ad affermarlo è il presidente della Fed, Jerome Powell nel corso di un disscorso. Le tasse sui beni importati saranno "significativamente più estese del previsto", il che "probabilmente aumenterà l'inflazione nei prossimi trimestri" e porterà a una "crescita più lenta", spiega Powell facendo anche riferimento a un "maggiore rischio per l'occupazione".

17:56 - Venerdì nero per le Borse europee

La Borsa di Milano è crollata sotto i colpi della guerra dei dazi innescata dal presidente americano Donald Trump. Le principali Borse europee chiudono nel baratro l'ultima seduta di scambi della settimana. Francoforte segna -5,09%; Londra -4,94%; Parigi -4,26%; Amsterdam -4,12% e Madrid -6,12%. L'indice Ftse Mib ha perso il 6,53% arretrando a 34.649 punti. Tra i peggiori Azimut (-12,6%), Leonardo (-12,4%) e Mps (-12,12%). Si salva dal panic selling solo Diasorin (+1,66%).

16:56 - In America corsa agli acquisti per fare scorta

Dai televisori alla salsa di soia, dagli indumenti alla birra irlandese, gli americani si precipitano nei negozi a fare "acquisti preventivi" dopo l'annuncio dei nuovi dazi di Donald Trump su gran parte delle merci importate. Come riporta il Wall Street Journal, milioni di persone negli Usa hanno reagito allo stesso modo: fare scorta, tra l'ansia per l'inflazione e la paura di un'imminente impennata dei prezzi. La sensazione diffusa è che il colpo stavolta arriverà a tutti: dai piccoli imprenditori ai consumatori, e così in tanti giocano d'anticipo. Cedar Roach ha raccontato al quotidiano che mentre Trump parlava dalla Casa Bianca si è precipitata ad acquistare un completo di abbigliamento sportivo da Lululemon (un marchio canadese) e un maglione di House of Sunny (un marchio britannico), mentre il suo fidanzato, Sean MacKenzie è corso a comprare tre confezioni da otto lattine di Guinness.

"Sapevo gli oggetti a rischio e cosa volevo, quindi non ho rimandato", ha detto Roach, studentessa 22enne alla Southern Methodist University. Mentre Mark Cuban, imprenditore miliardario e personaggio televisivo, ha suggerito ai suoi follower di iniziare a fare scorta. "Dal dentifricio al sapone, qualsiasi cosa per cui riuscite a trovare spazio in casa, acquistatela prima che debbano rifornire l'inventario - ha affermato in un post sulla piattaforma di social media Bluesky - Anche se sono prodotti negli Usa, aumenteranno il prezzo e daranno la colpa ai dazi". Il 50enne Noel Peguero ha raccontato invece che da mercoledì sera a giovedì mattina ha speso circa 3.000 dollari in prodotti elettronici, ricambi per l'auto, attrezzi da giardinaggio e altri articoli per la casa. "Adesso è il momento di comprare", ha detto.

15:37 - Trump: "Grandi numeri sui posti di lavoro"

"Grandi numeri per il lavoro, molto meglio di quanto ci si aspettasse, sta già funzionano, teniamo duro, non possiamo perdere". Così Donald Trump in un post su TruthSocial, commentando il dato relativo alla creazione di 228mila posti di lavoro a marzo.

15:30 - Trump: "Cinesi non possono permettesi il panico"

"I cinesi se la sono giocata male. Sono andati nel panico. L'unica cosa che non possono permettersi di fare". E' quanto si legge in un post sull'account Truth di Donald Trump, all'indomani della raffica di dazi annunciati ieri dal Presidente degli Stati Uniti al quale oggi Pechino ha risposto con l'annuncio di dazi aggiuntivi del 34% su tutti i prodotti importati dagli Stati Uniti a partire dal 10 aprile.

14:18 - Piazza Affari in calo come l'11 settembre 2001

A Piazza Affari, con l'indice Ftse Mib che in giornata ha toccato una flessione di oltre il 7,5%, si è registrato un calo come nel giorno dell'attacco alle Torri Gemelle l'11 settembre 2001. L'indice ha registrato negli anni le dieci sedute peggiori: il 24 giugno del 2016, in occasione del post referendum della Brexit, il listino ha registrato un calo del 12,48%. Il 6 ottobre 2008, con il fallimento Lehman Brothers, la flessione è stata dell'8,24%. In occasione dell'attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono, il calo fu del 7,57%.

Tra gli altri scivoloni più clamorosi di Piazza Affari si ricordano quelli registrati nel corso delle due crisi finanziarie del 2008 e del 2011: il 10 ottobre 2008 (-7,14%), il primo novembre 2011 (-6,80%), il 16 ottobre 2008 (-6,78%), il 10 agosto 2011 (-6,65%), il 14 settembre 2001 (-6,62%), il 30 marzo (-6,57%) e il primo dicembre 2008 (-6,26%).

13:34 - Wto, Cina presenta ricorso contro i dazi

La Cina ha annunciato di aver presentato un ricorso all'Organizzazione mondiale del commercio riguardo ai dazi imposti dagli Stati Uniti sulle sue esportazioni. "La Cina ha presentato un reclamo nell'ambito del meccanismo di risoluzione delle controversie del Wto", ha dichiarato il ministero del Commercio di Pechino in un comunicato. Pechino ha contestualmente annunciato dazi del 34% su tutte le importazioni di prodotti americani.

Nel comunicato si legge che "l'imposizione da parte degli Stati Uniti dei cosiddetti "dazi reciproci" viola gravemente le regole del Wto, danneggia gravemente i diritti e gli interessi legittimi dei membri del Wto e mina gravemente il sistema commerciale multilaterale basato sulle regole e l'ordine economico e commerciale internazionale". "È una tipica pratica di bullismo unilaterale che mette a repentaglio la stabilità dell'ordine economico e commerciale globale. La Cina si oppone fermamente a questo", prosegue il ministero del Commercio cinese, sottolineando che Pechino è "sempre stato uno strenuo difensore dell'ordine economico e commerciale internazionale e una strenuo sostenitore del sistema commerciale multilaterale. Esortiamo gli Stati Uniti a correggere immediatamente le loro pratiche sbagliate e ad annullare i dazi unilaterali".

12:55 - Il petrolio perde oltre il 5% dopo i dati cinesi

Già appesantiti dagli annunci doganali di Donald Trump, i prezzi del petrolio sono crollati ulteriormente, con un calo di oltre il 5%, dopo la reazione della Cina che ha imposto dazi doganali del 34% sui prodotti americani. Il prezzo di un barile di Brent del Mare del Nord, con consegna a giugno, è sceso del 4,99% a 66,64 dollari, dopo aver toccato il minimo da dicembre 2021, a 66,53 dollari. Un barile di West Texas Intermediate, il benchmark americano, con consegna a maggio, è sceso del 5,23% a 63,45 dollari.

12:50 - Pechino: "Dal 10 aprile 34% di dazi su tutte le importazioni dagli Usa"

La Cina risponde ai dazi americani: il governo cinese ha annunciato oggi l'imposizione di dazi doganali del 34% su tutte le importazioni di beni americani a partire dal 10 aprile. Il Ministero del Commercio cinese ha inoltre annunciato controlli sulle esportazioni di sette elementi chimici delle terre rare, tra cui il gadolinio, utilizzato nelle risonanze magnetiche, e l'ittrio, utilizzato nell'elettronica di consumo.

11.00 - Europa pesante: peggior settimana dal 2022

Le Borse europee sono pesanti mentre si valutano gli impatti dei dazi sull'economia globale e le prospettive di un aumento dell'inflazione. In rosso i future di Wall Street, dopo il tonfo della vigilia. Lo stoxx 600 cede il 2%, ai minimi da gennaio. L'indice che raccoglie 600 delle principali capitalizzazioni europee, secondo Bloomberg, si avvia verso la peggiore settimana dal 2022, con un calo del 5%. Milano lascia sul terreno il 3,7%, Madrid (-3,1%), Francoforte (-2%), Parigi (-1,6%) e Londra (-1,4%). Sul fronte valutario il dollaro si stabilizza sulle principali valute estere. L'euro scende a 1,0996 sul biglietto verde.

10:25 - A Milano perdite pesanti: -3,5%. Giù i bancari

La Borsa di Milano scivola rapidamente e cede il 3,5%. A Piazza Affari si scatena una violenta corrente di vendita che colpisce le banche. Unicredit lascia sul terreno il 7%, mentre cedono oltre il 6% la Popolare di Sondrio, Banco Bpm, Bper, Mps e Intesa. Male anche Tim (-5,5%).

9:14 - L'Europa apre in calo

Le Borse europee avviano la seduta nuovamente in calo, in scia con l'Asia e Wall Street. Sui mercati non si allentano i timori per gli effetti dei dazi decisi da Donald Trump, mentre si guarda all'ipotesi di negoziati commerciali. In flessione Francoforte (-0,8%), Londra (-0,7%) e Parigi (-0,69%).

8:55 - Asia in calo: non si ferma l'effetto dazi

Le Borse asiatiche, orfane dei listini cinesi chiusi per festività, concludono una nuova seduta pesante, in scia con Wall Street. Sui mercati non si allenta la paura dei dazi, con i timori che la politica commerciale di Donald Trump porterà ad una recessione globale. Atteso l'intervento del presidente della Fed Jerome Powell. Tokyo cede il 2,75%, ai minimi da otto mesi.

Sul fronte dei cambi lo yen si attesta ai massimi in sei mesi sul dollaro a 146,06. In rosso anche Seul (-0,86%), Mumbai (-1%), Hanoi (-3,75%) e Bangkok (-2,6%). Sul fronte macroeconomico in arrivo dagli Stati Uniti il tasso di disoccupazione

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