Finisce l'era di Nancy Pelosi alla Camera

E adesso si moltiplicano le voci che vorrebbero la deputata californiana quale nuova ambasciatrice Usa in Italia, anche se la diretta interessata non ha mai confermato

Finisce l'era di Nancy Pelosi alla Camera
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Nancy Pelosi non si ricandiderà alla carica di leader del Partito Democratico alla Camera dei Rappresentanti. È finita così una doppia era: quella della deputata californiana quale presidente della stessa Camera, scontata però visto il passaggio di questo ramo del parlamento a una maggioranza repubblicana, e quella di massima rappresentante del suo partito al Congresso.

Una lunga carriera a Capitol Hill

Ad annunciare il passaggio di consegne è stata la stessa Pelosi. “Non cercherò – ha dichiarato nel corso del suo intervento alla Camera – la rielezione come leader del prossimo Congresso”. La deputata sarà presente anche nella prossima legislatura, avendo vinto nelle recenti elezioni di medio termine nel “suo” feudo. In particolare, nel distretto 11 della California, Nancy Pelosi ha ottenuto l'89% dei consensi.

La prima elezione si è avuta nel 1987, da allora non ha mai lasciato il suo scranno parlamentare. Negli anni 2000 la sua scalata è arrivata ai vertici del Partito Democratico alla Camera, circostanza che le ha permesso, quando nelle medio termine del 2006 la sua formazione ha conquistato la maggioranza, di essere una prima volta eletta presidente della Camera dei Rappresentanti.

Un incarico che ha mantenuto fino al 2011, per poi riprenderlo dopo le elezioni di medio termine del 2018. Fino a oggi, quando con il passaggio della maggioranza dai democratici ai repubblicani darà al partito dell'elefantino la possibilità di eleggere un proprio speaker.

Ma ciò che forse in pochi realmente si aspettavano è la fine del ruolo di rappresentante democratica al Congresso. “Largo ai giovani – ha detto Nancy Pelosi motivando la sua scelta – è arrivato il momento in cui la nuova generazione guidi il partito, e sono grata nel vedere che così tanti sono pronti e desiderosi di sostenere questa nuova responsabilità”.

Negli anni di speaker della Camera non è stata in grado di garantirsi l'appoggio trasversale dei deputati da lei rappresentati. Più volte infatti Pelosi è stata accusata di aver interpretato il suo ruolo di terza carica del Paese da leader politica attiva. Come quando, nel febbraio 2020, ha platealmente strappato il discorso dell'allora presidente Donald Trump al termine del suo intervento.

Più di recente Nancy Pelosi è stata al centro di non poche polemiche a causa di un viaggio a Taiwan in grado di indispettire e non poco il governo cinese. Circostanza interpretata da Pechino come provocazione e a cui Xi Jinping ha risposto avviando importanti esercitazioni militari davanti l'isola.

Nei giorni scorsi un aggressore si è introdotto nella sua abitazione a San Francisco urlando il suo nome e ferendo gravemente il marito. In quel momento Nancy Pelosi era a Washington e non ha quindi subito conseguenze fisiche. Poi la campagna elettorale per le nuove elezioni, la rielezione e infine l'addio al ruolo di leadership del partito.

Possibile un incarico come ambasciatrice in Italia?

Nancy Pelosi non è stata solo la prima donna e la prima californiana a ricoprire l'incarico di speaker della Camera, ma anche la prima italo-americana. E ora diverse voci la danno “di ritorno” nel Bel Paese. C'è chi ha associato l'addio alla leadership del Partito Democratico alla possibile investitura di Pelosi quale nuova ambasciatrice Usa in Italia.

Circostanza smentita a livello mediatico dal suo staff nei giorni scorsi.

L'oramai ex presidente della Camera, secondo quanto trapelato da Washington, aspirerebbe a dedicarsi unicamente al ruolo di semplice parlamentare. Tuttavia l'ipotesi di un suo incarico a Roma non è mai stata esclusa del tutto.

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