Abiti rotti? A Parigi il bonus rammendo

Dopo lavatrici e tv, la Francia estende il contributo riparazione anche a scarpe e vestiti

Abiti rotti? A Parigi il bonus rammendo
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La moda «cheap» ci ha riempito gli armadi di capi tutt'altro che eterni. Ma costano poco, li compriamo, li mettiamo tre volte e va bene così. Senza renderci contro dell'enorme costo sociale che hanno. La Francia tenta di invertire la rotta e di incentivare al riuso, decisamente più sostenibile della moda fast.

Il consumo di abbigliamento e calzature è aumentato molto negli ultimi anni, con 700mila tonnellate di prodotti acquistati ogni anno, di cui più di 260mila vengono però buttate via. Così, dopo il bonus elettrodomestici, Parigi lancia il bonus riparazione anche per abbigliamento e calzature. In questo modo, i consumatori possono accedere a sconti per riparazioni effettuate da professionisti autorizzati. Un programma «positivo per l'ambiente, ma anche per il potere d'acquisto» spiega il ministro per la Transizione ecologica, Christophe Bechu, in un video. Abiti e scarpe potranno quindi essere consegnati in uno dei 600 punti di riparazione autorizzati a livello nazionale (il governo ha reso disponibile un elenco sul sito bonusreparation.fr) e verrà applicato automaticamente uno sconto sul prezzo. Sette euro per un buco, uno strappo o una lacerazione in un capo di abbigliamento, 25 euro per le scarpe in pelle.

I bonus possono essere cumulati fino a un limite del 60% del prezzo della riparazione e ogni consumatore potrà portare tutti i pezzi da riparare che desidera. Ma dovrà trattarsi di una riparazione e non di una modifica, avverte Elsa Chassagnette di Refashion, l'organizzazione ecologica che pilota il Fondo di riparazione e che è stata incaricata dal governo di aiutare l'industria a muoversi verso un'economia più circolare.

Al Fondo di riparazione sono stati assegnati 154 milioni di euro per il periodo 2023-2028, finanziati esclusivamente con fondi privati. Il budget sarà utilizzato per finanziare il bonus e la comunicazione, oltre a campagne di sensibilizzazione dei consumatori sulle riparazioni e corsi di formazione per i riparatori autorizzati.

Nell'ambito dello schema Epr (responsabilità estesa del produttore), basato sul principio «chi inquina paga», ogni marchio di moda versa un eco-contributo a Refashion, che dovrebbe generare un miliardo di euro nel periodo 2023-2028.

Nel 2019 sono stati riparati 16 milioni di capi. Con il bonus, Refashion spera di portare questa cifra a 21,6 milioni entro il 2028.

Indirettamente, la scelta di Parigi porterà conseguenze sugli acquisti e magari porterà a comprare meno ma capi di maggior qualità, da curare nel tempo.

La Ellen MacArthur Foundation, uno dei più grandi enti internazionali che operano nel settore dell'economia circolare e della sostenibilità, ha calcolato ogni secondo un camion carico di tessuti viene smaltito in una discarica o incenerito. Ogni anno, a livello globale, vengono prodotti 92 milioni di tonnellate di rifiuti tessili, di cui solo il 15% viene riciclato.

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